Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Puoi scegliere se accettarli o rifiutarli.

未雨绸缪 wèiyǔchóumóu - Prepararsi prima che piova

未雨绸缪
wèiyǔchóumóu
Prepararsi prima che piova


Indice dei contenuti


Origine dell'idioma chengyu "prepararsi prima che arrivi la pioggia" 未雨绸缪


L'espressione "未雨绸缪" (wèi yǔ chóu móu), che significa "prepararsi prima che piova", è un idioma cinese (chengyu) che sottolinea l'importanza di prepararsi in vista di eventuali difficoltà future ed è ampiamente usato in cinese per descrivere un atteggiamento prudente e previdente.

Questa espressione idiomatica proviene da un'antichissima poesia dello Shijing, Il Libro delle Odi o Classico delle Poesie, una raccolta di antiche ballate, canzoni e poesie risalenti al periodo che va dal XI al VI secolo a.C. 

Lo Shijing, considerato uno dei Cinque Classici (五经, Wǔ Jīng) della cultura cinese, ha ispirato generazioni di poeti, filosofi e scrittori ed è stato studiato come testo educativo per secoli. 

Quest'opera non è solo una raccolta di poesie, ma un vero e proprio tesoro storico che offre una finestra unica sulla società, la cultura, la filosofia, la politica e la spiritualità dell'antica Cina. 

Se siete interessati ad aggiungere quest'opera straordinaria alla vostra libreria, potete acquistarla qui


La poesia da cui nasce il chengyu 未雨绸缪 (wèiyǔ chóumóu) si intitola 《鸱鸮》 (chīxiāo) e appartiene ai canti popolari di Bin (豳风, bīnfēng) dello Shijing. Questa canzone racconta di un uccello che, con tenacia e determinazione, rinforza il proprio nido prima che arrivi la tempesta.

Il nido tuttavia è vuoto, poiché i pulcini sono stati ghermiti e portati via da un gufo, pertanto la sua riparazione diventa un atto di disperata ostinazione ma anche di profonda resilienza e di coraggio per affrontare il futuro.

Ispirati da questo chengyu e dalla bellissima poesia che leggerete nel prossimo capitolo, abbiamo preparato due storie che speriamo possano appassionarvi.

La prima, "L'ultima canzone di Haojing", è di carattere storico ed è stata scritta da Jin Di, creatore e curatore di questo canale, racconta gli ultimi momenti di Hao Jing, 镐京 hào jīng capitale della dinastia Zhou occidentale, poco prima della sua caduta.

La seconda, disponibile in doppia versione cinese e inglese, è stata scritta da Ruiwen, nostra collaboratrice, ed è dedicata a un pubblico più giovane.

Vi lasciamo alle nostre storie.

Buona lettura!


La poesia "Il gufo" 《诗经·豳风·鸱鸮》("Il gufo", "aria di Bing", "Libro delle odi")


鸱鸮鸱鸮,既取我子,无毁我室。恩斯勤斯,鬻子之闵斯。
Gufo, gufo, hai già preso i miei piccoli, non distruggere la mia casa. Con amore e dedizione mi sono presa cura di loro, ma ora soffro per la loro perdita.

迨天之未阴雨,彻彼桑土,绸缪牖户。今女下民,或敢侮予?
Prima che il cielo si oscuri e inizi a piovere, strappo radici di gelso e riparo le finestre e le porte. Voi gente comune, osate ancora insultarmi per questo?

予手拮据,予所捋荼。予所蓄租,予口卒瘏,曰予未有室家。
Le mie zampe sono affaticate, ho raccolto erbe per il nido, ho accumulato provviste. La mia bocca è esausta eppure non ho ancora una casa sicura.

予羽谯谯,予尾翛翛,予室翘翘。风雨所漂摇,予维音哓哓!
Le mie piume sono arruffate, la mia coda è lacera, il mio nido è instabile. Scossa dal vento e dalla pioggia, emetto solo grida di angoscia!


L'ultima canzone di Hao Jing


L’aria è umida. Il vento porta con sé l’odore di fuochi lontani. A quest’ora del tramonto c’è sempre silenzio, anche se nessuno osa dormire.
Haojing trattiene il respiro. Un’altra battaglia si avvicina.
All’improvviso il canto di una donna mi desta dai miei pensieri.

L'ultima canzone di 镐京 (Hào Jīng) Prepararsi prima che piova" (未雨绸缪, wèi yǔ chóu móu)

鸱鸮鸱鸮,既取我子,无毁我室。恩斯勤斯,鬻子之闵斯。
Gufo, gufo, hai già preso i miei piccoli, non distruggere la mia casa. Con amore e dedizione mi sono presa cura di loro, ma ora soffro per la loro perdita.

Mi volto, seguendo questa melodia, e vedo una piccola finestra illuminata da un fuocherello tremolante. Mi avvicino, passo dopo passo, quasi trattenendo il respiro.

迨天之未阴雨,彻彼桑土,绸缪牖户。今女下民,或敢侮予?
Prima che il cielo si oscuri e inizi a piovere, strappo radici di gelso e riparo le finestre e le porte. Voi gente comune, osate ancora insultarmi per questo?

È la madre di Li Wei, mio fratello d’arme, caduto nell’ultimo attacco dei Rong. Potrebbe essere la voce di mia madre domani mattina, potrebbe essere la voce di ogni madre di questa città.

予手拮据,予所捋荼。予所蓄租,予口卒瘏,曰予未有室家。
Le mie zampe sono affaticate, ho raccolto erbe per il nido, ho accumulato provviste. La mia bocca è esausta eppure non ho ancora una casa sicura.

Curva sul fuoco, le mani tremanti in cerca calore. Accanto a lei, la giovane nuora tiene stretti due bambini che, innocenti, dormono cullati da quella melodia.

予羽谯谯,予尾翛翛,予室翘翘。风雨所漂摇,予维音哓哓!
Le mie piume sono arruffate, la mia coda è lacera, il mio nido è instabile. Scossa dal vento e dalla pioggia, emetto solo grida di angoscia!

Mi allontano in silenzio e torno alla mia postazione. 
Il cielo è ormai nero, le stelle sono velate. La battaglia si avvicina.
I miei compagni mi aspettano. Mi guardano, conoscono i miei pensieri. E mentre ci prepariamo a difendere la città ci uniamo a cantare anche noi questa antica canzone:

迨天之未阴雨,彻彼桑土,绸缪牖户。
Prima che il cielo si oscuri e inizi a piovere, strappo radici di gelso e riparo le finestre e le porte.

Era una sera d’autunno dell’anno 771 A.C., quella sera Haojing sarebbe caduta e la dinastia Zhou occidentale sarebbe finita.


Due parole su questo racconto


Il potere evocativo dello shijing è davvero straordinario e grazie alla canzone che avete sentito 《鸱鸮》 (Chī Xiāo, "Il gufo") abbiamo potuto immaginare un momento particolarmente tragico e intenso: la caduta della dinastia Zhou occidentale.

Il gufo di cui avete letto nella poesia rappresenta un predatore o un pericolo esterno, e questa poesia lo utilizza come simbolo di distruzione e sciagura. Il gufo, infatti, era tradizionalmente considerato un uccello di cattivo auspicio nella cultura cinese. 

Nel testo, il protagonista lamenta la devastazione della propria casa e l'angoscia di vedere la propria esistenza minacciata. Allo stesso tempo, però, combatte contro tutto e tutti per la propria casa, per la propria dignità e per la propria vita.


"Prepararsi prima che piova" (未雨绸缪, wèi yǔ chóu móu) una storia per bambini


In una grande foresta viveva uno scoiattolo di nome Ali che adorava raccogliere noci e tenere la sua tana nell'albero in perfetto ordine.

Un giorno, mentre sistemava le sue provviste, si accorse che la corteccia del suo albero si era crepata. Se fossero arrivati vento e pioggia, l’acqua sarebbe potuta filtrare all’interno.

Prepararsi prima che piova" (未雨绸缪, wèi yǔ chóu móu)

Nonostante il tempo fosse sereno, Ali non perse tempo: raccolse dell'erba secca e la intrecciò con cura per rinforzare la parete di corteccia della sua piccola casa.

Un passero che viveva sotto lo stesso albero, vedendolo, ridacchiò e disse: "Ali, il tempo è così bello, perché ti preoccupi di riparare la tana? Vieni fuori a giocare invece!"

Ali scosse la testa e rispose: "Se la riparo ora, non avrò paura quando arriverà la pioggia."

Il passero non diede peso alle sue parole e volò via.

Pochi giorni dopo, un violento temporale si abbatté sulla foresta. Il vento ululava tra gli alberi e la pioggia cadeva incessante. Le case di molti animali furono distrutte, e anche il nido del passero fu spazzato via da pioggia e vento. 

Fradicio e tremante, il passero volò fino alla tana di Ali e supplicò: "Ali, fammi entrare perfavore, il mio nido è andato distrutto…"

Ali lo fece entrare subito e gli offrì una noce, sorridendo: "Vedi? Prepararsi in anticipo non è mai sbagliato."

Il passero, vergognandosi, annuì: "D'ora in poi voglio essere come te, imparerò a preparmi prima che arrivi la pioggia!"


Il testo originale in cinese 未雨绸缪的故事


在一片大森林里,住着一只聪明的小松鼠阿栗。他喜欢收集坚果,把树洞收拾得整整齐齐。

一天,阿栗发现树洞有些松动,树皮也裂开了。虽然天气晴朗,他还是赶紧用干草修补洞口,加固了树洞。

树下的小麻雀看到后,笑着说:“阿栗,天气这么好,修什么树洞啊?不如出来玩吧!”

阿栗抖抖尾巴,认真地说:“现在修好,万一下雨就不怕了。”

小麻雀不以为然,飞走了。

几天后,暴风雨来了。许多小动物的家都被毁坏,小麻雀的窝也被雨水冲得七零八落。它浑身湿透,瑟瑟发抖地飞到阿栗的树洞前,哀求道:“阿栗,让我进去吧,我的窝没了……”

阿栗赶紧让小麻雀进来,递给他一颗坚果,笑着说:“你看,提前准备总是没错的。”

小麻雀羞愧地点点头:“以后我也要像你一样,学会未雨绸缪!再也不会偷懒了!” 

这个故事告诉我们,聪明的动物和人一样,都会提前做好准备,而不是等到事情发生才手忙脚乱地应对。

乐极生悲 lèjíshēngbēi - L’estremo piacere conduce alla sofferenza

极生悲
lèjíshēngbēi
L’estremo piacere conduce alla sofferenza


Lontano da Chang'an.

Lontano dalla corte.

Lontano da tutto ciò che un tempo chiamavo casa. 

Mi trovavo alla soglia di una locanda affollata, seduto ad un tavolo malmesso, intento a preparare l'inchiostro, mentre il sole calante tingeva il cielo di rosso. 

Quel villaggio era un rifugio per anime smarrite: contadini fuggiti dai loro campi, donne con in braccio i loro bambini, anziani spaventati che guardavano il cielo come se potesse crollare da un momento all'altro.

La pace, la felicità e la gioia che fino a poco tempo prima avevano regnato erano svanite.

Cosa era successo? 

Come aveva fatto il nostro imperatore a lasciare che il piacere accecasse il suo cuore e annebbiasse il suo giudizio? 

“夫物盛而衰,乐极则悲。” 
Quando le cose raggiungono l’apice del loro splendore, declinano;
quando la felicità raggiunge l'estremo, nasce la tristezza.

Si era forse dimenticato degli insegnamenti del《淮南子》(Huáinánzǐ)? Del necessario equilibrio tra gioia e dolore, tra ordine e caos?

Domande che ormai non avevano più alcun senso. Tutto era finito, la bellezza e il piacere, la violenza e la vendetta: forze opposte che si erano annullate a vicenda. 

Dufu, poeta della dinastia Tang, chengyugushiitalianoIo, DuFu, scriverò di come questa storia si è conclusa e di come l’estremo piacere conduca sempre alla sofferenza.










《马嵬坡》 (Mǎ wéi pō) poesia di 杜甫 (Dùfǔ)

六军不发无奈何,
Le sei armate non avanzavano, non vi fu altra scelta.

宛转蛾眉马前死。
Le sue sopracciglia erano sinuose e delicate, morì dinanzi ai cavalli.

君王掩面救不得,
Il sovrano coprì il volto, era incapace di salvarla.

回看血泪相和流。
Lo sguardo al passato, sangue e lacrime scorrevano insieme.


Analisi della poesia

In questi versi, Du Fu rievoca uno delle più struggenti vicende del periodo Tang, preludio alla caduta della dinastia.

La poesia è pervasa da una dissonanza continua, riflesso delle forze opposte che plasmarono gli eventi: passione e dovere, strategia e impulso, amore e distruzione. Du Fu esprime questa tensione attraverso il contrasto tra la brutalità della violenza e la bellezza incorruttibile della vittima: Yang Guifei. Bellezza che fino alla fine rimane inalterata e viva, come se questa grazia appartenesse ad un piano diverso dalla violenza del genere umano.

La struttura delle strofe sembra dare proprio risalto a questa dissonanza, ai primi quattro caratteri di ogni strofa, seguono tre caratteri che paiono descrivere quello che l’imperatore vide e sentì dentro di sé nel momento in cui i suoi uomini placavano la loro sete di vendetta sulla sua amata.

La tensione si mantiene per tutta l’opera, chiudendosi nell’ultimo verso, dove l’ira si è sfogata, il destino si è compiuto. Ora, odio e bellezza si dissolvono insieme, trascinati via dal sangue e dalle lacrime.

La poesia prende il nome dall'antico luogo in cui tutto ciò avvenne: 马嵬坡 (Mǎ wéi pō).

I versi sono di Du Fu, straordinario poeta della dinastia Tang.

Di seguito troverete la storia di quanto accaduto, ma prima vorrei consigliare a tutti coloro che amano la poesia cinese questo libro di una mia amica.

Il regno incantato della poesia cinese


La storia di 杨玉环, Yáng Yùhuán e 唐玄宗, Táng Xuánzōng

Nella Cina della dinastia Tang, durante il regno dell'imperatore 唐玄宗 (Táng Xuánzōng), visse una donna di nome 杨玉环 (Yáng Yùhuán). Yang Yuhuan era una giovane di una bellezza straordinaria, così bella che in seguito venne ricordata come una delle quattro bellezze dell'antica Cina. 

Yang Yuhuan inizialmente sposò il figlio dell'imperatore, ma il suo destino cambiò quando l'imperatore la vide danzare. Xuanzong ne rimase tanto incantato che la volle al suo fianco, elevandola al rango di 杨贵妃, (Yáng Guìfēi preziosa concubina imperiale Yang). Da quel momento, il loro amore divenne il fulcro della corte, un amore tanto intenso quanto pericoloso.

Xuanzong accecato dalla passione, iniziò a trascurare gli affari di stato. La corte si riempì di intrighi, e la famiglia di Yang Guifei, in particolare il cugino della donna accumulò un enorme potere, alimentando la corruzione e suscitando il malcontento tra i funzionari e il popolo.

Fu così che più tardi nel 755 d.C., scoppiò una Ribellione guidata dal generale An Lushan (安禄山, Ān Lùshān), che accusava la corte di corruzione e cattiva gestione. L'esercito ribelle marciò verso la capitale Chang'an (长安, Cháng'ān odierna Xian), costringendo Xuanzong e Yang Guifei a fuggire.

Durante la fuga, a Mawei (马嵬坡, Mǎ Wéi Pō), i soldati dell'imperatore si ammutinarono. Incolpando Yang Guifei e la sua famiglia della crisi e chiesero la sua morte come condizione per continuare a proteggere l'imperatore. Quest’ultimo, straziato dal dolore, si trovò davanti a una scelta: salvare l'impero o salvare l'amore della sua vita.

Così con il cuore spezzato e travolto dal senso di colpa, acconsentì alla richiesta del suo esercito.

Dopo la morte di Yang Guifei, Xuanzong abdicò in favore di suo figlio e trascorse gli ultimi anni della sua vita in solitudine, rimpiangendo l'amore della sua vita, che egli stesso aveva ucciso.


L’idioma 乐极生悲 lèjíshēngbēi 

Sebbene questo idioma non sia direttamente legato alla poesia di Du Fu o a questa specifica storia, il suo significato si ricollega perfettamente alla vicenda, ed è per questo che è stato scelto come titolo.

Come ricordava DuFu all’inizio di questo racconto, 乐极生悲 l’estremo piacere porta alla sofferenza, deriva dal Huannanzi la celebre opera filosofica di 刘安 LiuAn, scritta durante la dinastia Han occidentale.

Qualsiasi cosa portata all’estremo porta alla sofferenza.


夸父逐日 kuā fù zhuī rì - Uno spirito indomito che persegue un obiettivo straordinario

夸父逐日
kuā fù zhuī rì
Uno spirito indomito che persegue un obiettivo straordinario

夸父逐日 kuā fù zhuī rì Uno spirito indomito che persegue un obiettivo straordinario


La storia di Kuafu che insegue il sole

Nell'antichità, esisteva un gigante di forza straordinaria di nome Kuafu. Il suo corpo era imponente come una montagna, le sue gambe simili ai pilastri che sorreggono il cielo, e così imponenti che potevano superare fiumi e laghi con un solo passo. 

Kuafu osservò che la luce del mondo era presente solo durante il giorno, mentre la notte portava con sé paura e oscurità. Decise così di inseguire il sole, afferrarlo e tenerlo tra le mani, in modo che la terra potesse godere per sempre del suo calore e della sua luce.

Ogni giorno, il sole sorgeva a est e tramontava lentamente a ovest. Kuafu, con passo deciso, si mise a inseguirlo. Attraversò deserti sconfinati, scalò montagne maestose e il terreno tremava sotto i suoi piedi mentre correva. 

Il sole era cocente, i raggi bruciavano la terra, i fiumi si prosciugavano e la vegetazione appassiva, ma Kuafu non si fermò mai. La sete lo tormentava, così si chinò e bevve l'intero corso del Fiume Giallo e del Fiume Wei, ma non bastò. Si diresse allora a nord, in cerca di altre sorgenti, ma le sue forze lo abbandonarono. 

Alla fine, cadde a terra, e il suo corpo gigantesco si trasformò in una montagna.

Prima di morire, Kuafu scagliò il suo bastone verso il suolo. Il bastone si trasformò in una lussureggiante foresta di peschi, che ogni primavera si riempiva di fiori e frutti, nutrendo le generazioni future. 

Anche se non riuscì a catturare il sole, il suo spirito rimase impresso nei cuori delle persone, diventando un simbolo di coraggio, perseveranza e sacrificio.

Da questa storia deriva il celebre idioma chengyu: 夸父逐日 che descrive chi persegue con determinazione e coraggio un obiettivo grandioso ma senza raggiungerlo, qualcosa che spesso, nonostante l’impegno e la fatica, è al di là delle proprie possibilità. Questo chengyu descrive anche uno spirito indomito e la volontà di lottare contro ogni difficoltà.

Carissimi amici, di seguito troverete la storia in cinese scritta da Ruiwen, la nostra nuova collaboratrice.

夸父逐日

在远古时代,世间有一位力大无穷的巨人,名叫夸父。他的身躯如山岳般高大,双腿如擎天之柱,跨一步便能越过大河湖泊。他看到天地间的光明只在白日降临,而黑夜总是让人恐惧,于是立下志向:他要追上太阳,把它握在手心,让大地永远沐浴在温暖的光辉之中。 太阳每天从东边升起,缓缓向西边落去。夸父坚定地迈开大步,追逐太阳的步伐。他穿越无边的荒漠,翻越巍峨的群山,脚下的大地因他的奔跑而震颤。烈日当空,阳光炙烤着大地,河流被蒸腾得干涸,草木低垂,而夸父的脚步却没有丝毫停歇。他渴极了,便俯身喝干了黄河和渭水,可是,他依然觉得口干舌燥,便转身向北,想去寻找更远的甘泉。可是,他再也支撑不住了,眼前一黑,庞大的身躯轰然倒下,化作了一座高山。 临死前,他伸出巨手,将随身的手杖投向大地,这根手杖瞬间化作一片茂密的桃林,每当春风拂过,桃花盛开,果实累累,滋养着后人。他虽未能捉住太阳,但他的精神却永远铭刻在人们的心中,成为不畏艰难、勇往直前的象征。


Riflessioni su questa antica leggenda

远古时代 è l’antica era della mitologia cinese, un periodo spesso collocato prima e all’inizio della dinastia Xia.

Già allora, in un'epoca lontana e remota, emerge un aspetto che da sempre distingue l'animo umano da quello degli altri esseri viventi: il desiderio di superare i propri limiti, di andare oltre la realtà conosciuta per perseguire obiettivi ritenuti irraggiungibili.

Questo spirito, che oggi conosciamo bene, è stato la forza che ha alimentato non solo il progresso scientifico, ma anche la cultura, la ricerca interiore e, forse, la stessa religione, dove abbiamo cercato di immaginare e trascendere l'unico limite che accomuna tutti: la morte.

Tuttavia, quello che questa storia ci insegna è he ogni volta che tentiamo di superare i nostri limiti, dobbiamo inevitabilmente confrontarci con le nostre limitate capacità umane. Ci ricorda che per quanto forti e tecnologicamente avanzati siamo limitati, siamo piccoli difronte al vasto universo.

A questo punto, una domanda si fa strada: ha davvero senso tutto questo sforzo? 

Per rispondere, torniamo al testo originale di questa storia, tratto da un libro che chi ci segue ormai conosce bene: lo 山海经 (shān hǎi jīng - il classico delle Montagne e dei Mari) che chi fosse interessato può acquistare tramite questo link:

The Classic of Mountains and Seas

Ecco il testo originale.

夸父与日逐走,入日。渴欲得饮,饮于河渭,河渭不足,北饮大泽。未至,道渴而死。弃其杖,化为邓林。

Kuafu inseguì il sole, fino ad avvicinarsi ad esso. Assetato, bevve dal Fiume Giallo (Huang He) e dal Fiume Wei (Wei He), ma non bastò a placare la sua sete. Si diresse allora a nord per bere da un grande lago, ma prima di raggiungerlo, morì di sete lungo la strada. Gettò il suo bastone, che si trasformò in una foresta di alberi di pesco.

Un’impresa impossibile, una sfida disperata: tanto sacrificio per un obiettivo irraggiungibile. Eppure, qualcosa di quella grande impresa è rimasta: una foresta di alberi di pesco. Il pesco, nella cultura cinese, rappresenta l’immortalità e la rinascita.

Forse alcuni di voi ricorderanno la Regina Madre d’Occidente, che donò la medicina dell’immortalità a Hou Yi, l’eroe che abbatté i nove soli, di cui potrete leggere in un nostro vecchio articolo. La Regina Madre d’Occidente possiede un pescheto nel suo regno celeste, dove crescono le pesche dell’immortalità, un frutteto sorvegliato dal celebre Re Scimmia del Viaggio in Occidente.

Possiamo quindi concludere che, anche se un obiettivo sembra irraggiungibile, l’atto stesso di impegnarsi per raggiungerlo, il tentativo di superare i propri limiti, diventa un valore universale. E attraverso la dedizione e il sacrificio di pochi, molti possono beneficiarne.

Scritto da Jin Di e Zhu Rui Wen.

Visita la nostra libreria

Visita la nostra libreria
Scopri la nostra raccolta di opere e arricchisci la tua casa con l'antica saggezza cinese.