马到成功mǎdàochénggōngAll’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria
那老尉迟这一去,马到成功。Nà lǎo Yùchí zhè yī qù, mǎ dào chénggōng.Una volta che il vecchio Yuchi sarà partito, all’arrivo dei cavalli, arriverà la vittoria.
元·无名氏《小尉迟》第二折
Yuán · Wúmíngshì 《Xiǎo Yùchí》 dì èr zhé
Dinastia Yuan · autore anonimo: Il Giovane Yuchi, secondo atto
Il Giovane Yuchi
La notte prima della battaglia, il vecchio Yuwen Qing si avvicinò al giovane guerriero e dopo aver
allontanato le guardie, gli rivelò la verità:
«Tu non sei figlio di Liu Jizhen. Tuo padre è proprio l’uomo
che stai per affrontare. Ti chiamavi Yuchi Baolin. Vent’anni fa tuo padre ti
affidò a me, sperando di tornare. Ho custodito questo segreto per tutto questo
tempo, ma adesso è il momento che tu sappia la verità.»
E gli mostrò la frusta d’acciaio che il padre gli aveva
lasciato.
Il giovane fu sconvolto da quella rivelazione, ma non ebbe
però tempo di riflettere: l’alba portava con sé la battaglia.
Sul campo, i due guerrieri si affrontarono davanti agli
eserciti schierati. Liu Wudi osservò l’uomo anziano, dalla barba grigia e la
frusta in pugno, e riconobbe in lui i lineamenti che vedeva ogni mattina allo
specchio. Combatté con prudenza, parando senza mai colpire davvero. Poi,
fingendo difficoltà, si ritirò verso una collina lontana.
Yuchi Jingde lo inseguì d’istinto.
Quando furono soli, lontani da migliaia di occhi, il giovane
scese da cavallo, si inginocchiò e porse la frusta.
Il vecchio generale riconobbe l’arma, la stessa su cui aveva
inciso un segno vent’anni prima, sentì il cuore sciogliersi in un misto di
gioia e dolore e in lacrime lo abbracciò. Aveva ritrovato il figlio perduto.
Ma il giovane non voleva tornare a mani vuote.
«Lasciatemi tornare tra i nemici», disse. «Catturerò Liu
Jizhen e lo offrirò all’imperatore. Così avrò onorato il mio nome e il mio
sangue.»
Ritornò all’accampamento, radunò i suoi uomini più fedeli e
catturò l’uomo che lo aveva cresciuto nella menzogna. Condotto davanti ai
ministri Tang, Liu Jizhen gridò rabbia e disprezzo, ma nessuno lo ascoltò: la
sua sorte era segnata.
L’imperatore Taizong, riconoscendo la lealtà e il valore di
entrambi, ricompensò padre e figlio. Yuchi Jingde ricevette terre e oro; Yuchi
Baolin fu nominato generale, destinato a proseguire la gloria familiare. Anche
il vecchio Yuwen Qing venne onorato e visse i suoi ultimi anni circondato dal
rispetto e dall’affetto di quella famiglia che aveva contribuito a riunire.
Dopo tanti anni padre e figlio si erano finalmente riuniti.
Il Chengyu "马到成功" nell'Opera
Il chengyu "马到成功" (Mǎ dào
chénggōng) significa letteralmente
"all’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria" e viene utilizzato per descrivere
un successo che arriva rapido e senza ostacoli.
Nell'opera, questo concetto si manifesta in due modi:
Nella speranza della corte Tang che il vecchio Yuchi,
nonostante l'età, possa ottenere una vittoria rapida contro Liu Wudi,
confidando nella sua esperienza e nella sua leggendaria abilità con la frusta.
Nell'ironia della situazione: ciò che nessuno sa è che il
"successo immediato" non arriverà attraverso la sconfitta del nemico,
ma attraverso il ricongiungimento familiare. Quando Yuchi Jingde e Liu Wudi si
riconoscono, la vera vittoria non è militare ma umana: il cavallo è arrivato, e
con lui è arrivato il successo del ricongiungimento del padre con il figlio.
"马到成功" è pertanto anche una bellissima frase di augurio.
Non augura semplicemente la fortuna, ma un trionfo così meritato e naturale da
sembrare scritto nel destino. Ed è l’augurio per voi carissime lettrici e
carissimi lettori, per un felice e prospero anno del cavallo, che tutti i
vostri progetti possano arrivare a compimento.
马到成功!
Federico Zinelli

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