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自知之明 zì zhī zhī míng - Chi conosce sé stesso è illuminato

自知之明
zì zhī zhī míng
Chi conosce sé stesso è illuminato

chengyugushi italiano - 自知之明 zì zhī zhī míng - Chi conosce sé stesso è illuminato


Il chengyu di oggi ci porta direttamente nel cuore del Tao Te Ching e potremmo tradurlo come segue: “Chi conosce sé stesso è illuminato” (自知之明, zì zhī zhī míng). 

Il Tao Te Ching  (道德经, dàodé jīng) è il libro fondamentale del Taoismo, una raccolta di precetti attribuito tradizionalmente al leggendario Lao Tse (老子, Lǎozǐ) che visse attorno al sesto o quinto secolo avanti Cristo durante la dinastia Zhou (周朝, Zhōu Cháo). 

Per tutti coloro che fossero interessati a conoscere il Tao Te Ching, ecco un libro della casa editrice Adelphi che decisamente consigliamo.

Tao tê Ching. Il libro della via e della virtù.


La leggenda sull’origine del Tao Te Ching 

Si narra che Lao Tse, stanco della decadenza e della confusione che regnavano nel regno di Zhou, decise di abbandonare il mondo caotico degli uomini per ritirarsi in solitudine. 

Durante il suo viaggio verso terre lontane, si imbatté in una sentinella di nome 尹喜 (Yǐn Xǐ). 

Yin Xi non era un uomo qualunque, ma una figura di profonda saggezza. Con la sua onestà e il suo cuore aperto, riuscì a toccare l’animo di Lao Tse, convincendolo a lasciare un’eredità preziosa: uno scritto che potesse trasmettere la sua saggezza agli uomini. 

Fu così che nacque il Tao Te Ching, un’opera destinata a lasciare il segno nella storia dell'uomo. Una volta terminato il manoscritto, Lao Tse si allontanò per sempre, lasciando dietro di sé una leggenda che avrebbe attraversato i secoli. 


Le origini dell'idioma chengyu 自知之明 

Questo idioma chengyu deriva dal 33° capitolo del Tao Te Ching, di cui qui di seguito trovate una possibile traduzione, anche se il chengyu si riferisce a quanto scritto nella prima riga. 

知人者智也,自知者明也。

 胜人者有力,自胜者强。 

知足者富,强行者有志,不失其所者久,死而不亡者寿。 

Colui che conosce gli altri è saggio, ma colui che consce sé stesso è illuminato.

Colui che vince gli altri è potente, ma colui che vince sé stesso è forte.

Colui che trova soddisfazione in ciò che possiede è ricco, colui che lotta per un obiettivo è ambizioso, colui che non dimentica le proprie responsabilità può vivere a lungo, ma colui che muore in se stesso trova l’eternità del Tao. 


Storia sull'idioma chengyu 自知之明

Il Primo Ministro di Qi, Zou Ji, era un uomo alto e affascinante, celebre per il suo bell’aspetto.

Un giorno, ammirandosi allo specchio, chiese alla moglie: "Chi è più bello, io o Xu Gong del nord della città?" Lei rispose prontamente che era lui il più bello. 

Non convinto, fece la stessa domanda alla concubina e poi a un ospite, ottenendo sempre la stessa risposta: lui era più bello di Xu Gong. 

Quando però incontrò di persona Xu Gong, Zou Ji si rese conto che la realtà era ben diversa: Xu Gong era chiaramente più affascinante di lui.

Perplesso, si chiese perché tutti gli avessero mentito. 

Capì che sua moglie lo lodava perché lo amava, la concubina perché lo temeva, e gli ospiti perché avevano interessi personali. 

Tutti questi complimenti gli avevano impedito di vedere sé stesso per come era veramente. 

Da questa storia emerge l’importanza di avere una conoscenza di sé rigorosa e onesta, per non cadere inconsapevolmente nell’adulazione degli altri e diventare schiavi dei loro secondi fini.   

白云苍狗 báiyún cāng gǒu - nuvole bianche si trasformano in cani grigi

白云苍狗
báiyún cāng gǒu
Nuvole bianche si trasformano in cani grigi

L’idioma di oggi proviene da una famosa poesia della dinastia Tang, scritta dal grande poeta Du Fu. Egli dedicò questi versi al suo caro amico Wang Jiyou, un uomo abbandonato dalla sua famiglia e vittima di pettegolezzi.

Chengyugushi Italiano 白云苍狗 báiyún cāng gǒu - nuvole bianche si trasformano in cani grigi



Storia dell’idioma cinese 白云苍狗 - nuvole bianche si trasformano in cani grigi 

Wang Jiyou, talentuoso poeta della dinastia Tang, era un caro amico di Du Fu. Nato in una famiglia poverissima, fin da giovane aveva coltivato le sue aspirazioni studiando di nascosto testi classici, come “Il Classico della Pietà Filiale”  di Confucio, e sviluppando uno stile poetico sobrio e dignitoso.

La fortuna non gli sorrise nemmeno da adulto. Anche lì, a causa delle difficili condizioni economiche in cui viveva, venne abbandonato dalla moglie e divenne oggetto di pettegolezzo fra chi lo conosceva.

Fu così che Du Fu, scosso dalle ingiuste dicerie sul conto dell’amico, gli dedicò una splendida poesia particolarmente significativa, la stessa poesia da cui deriva l’idioma 白云苍狗.

La poesia si intitola《可叹》(Kě tàn), termine che ha un duplice significato: degno di lode ma anche profondamente toccante. Di seguito ne riportiamo l’inizio, mentre alla fine del capitolo troverete il testo completo.

天上浮云似白衣

Le nuvole fluttuano nel cielo come candide vesti bianche,

斯须改变如苍狗

e assumono la forma di un cane grigio.

古往今来共一时

Oggi, come nell’antichità,

人生万事无不有

le innumerevoli vicende della vita contengono ogni possibilità.

In questo poema Du Fu, cerca di confortare l’amico ricordandogli la sua vera natura. Nella vita tutto è impermanente, ma nonostante le avversità, la vera natura di Wang Jiyou resta profondamente onorevole.

Per tutti coloro che volessero approfondire la poesia cinese ecco un testo molto interessante, in doppia lingua (cinese e italiano), con una panoramica sugli autori più importanti, prose e significati delle poesie e una breve introduzione ai caratteri cinesi.


Sul significato di 白云苍狗báiyún cāng gǒu - nuvole bianche si trasformano in cani grigi

Sebbene ad una prima occhiata questa trasformazione possa richiamare l’idea che le nuvole bianche siano sostituite da cieli grigi e tempestosi, l’idioma non vuole necessariamente trasmettere l'idea di un cambio da una situazione migliore a una peggiore, bensì la naturale mutevolezza delle cose che non restano mai come erano all’inizio.

Non dobbiamo infatti pensare ai cani grigi come a lupi famelici, al contrario il cane nella cultura cinese è simbolo di pietà filiale, lealtà, onestà, giustizia e di aiuto all’umanità.

白云苍狗 (báiyún cāng gǒu - nuvole bianche si trasformano in cani grigi) ci ricorda che i cambiamenti non sono che una parte imprescindibile della vita, niente rimane mai com’è. 
Un idioma che esprime come tutto nella vita sia impermanente, ma sottolinea anche che nel profondo, ogni cosa tende verso la sua verità più intima. Così come un cuore buono resta tale nonostante le avversità.

Come nel romanzo “Viaggio in Occidente” quando Di Ting, il cane bianco di del Bodhisattva Ksitigarbha, mostra la verità e svela chi sia il vero Sun Wukong, così anche in questa poesia il cane grigio è segno di una verità svelata, ma anche della rettitudine e della pietà filiale di Wang Jiyou.


可叹 La poesia completa

天上浮云如白衣,斯须改变如苍狗。
古往今来共一时,人生万事无不有。
近者抉眼去其夫,河东女儿身姓柳。
丈夫正色动引经,酆城客子王季友。
群书万卷常暗诵,孝经一通看在手。
贫穷老瘦家卖屐,好事就之为携酒。
豫章太守高帝孙,引为宾客敬颇久。
闻道三年未曾语,小心恐惧闭其口。
太守得之更不疑,人生反覆看亦丑。
明月无瑕岂容易,紫气郁郁犹冲斗。
时危可仗真豪俊,二人得置君侧否。
太守顷者领山南,邦人思之比父母。
王生早曾拜颜色,高山之外皆培塿。
用为羲和天为成,用平水土地为厚。
王也论道阻江湖,李也丞疑旷前后。
死为星辰终不灭,致君尧舜焉肯朽。
吾辈碌碌饱饭行,风后力牧长回首。

有口无心 Yǒukǒuwúxīn - Parlare con la bocca, ma non con il cuore

有口无心
Yǒukǒuwúxīn
Parlare con la bocca, ma non con il cuore

《何典》 Hé diǎn, il libro di Zhāng Nánzhuāng da chengyugushi italiano


张南庄 Zhāng Nánzhuāng sedeva ogni giorno sul ciglio di una strada di Shanghai. Aveva l’abitudine di prendere nota dei discorsi dei passanti e osservare il mondo attorno a sé. 

Correva un anno imprecisato, intorno alla metà dell'ottocento. Rivolte, carestie, il flagello dell’oppio e il fanatismo stavano segnando la fine di una delle dinastie più importanti della storia della Cina, la dinastia Qing.

Pareva che il mondo fosse caduto in una spirale di rovina e decadenza, tanto che Zhang Nanzhuang quasi non ricordava epoche senza il peso delle tragedie. 

Eppure, anche nella più alienante desolazione, le persone, magre e ossute come spettri, continuavano a essere impegnate nelle loro piccole vite, seguendo riti e tradizioni di un passato ormai lontano, cercando in ogni modo di ritagliarsi attimi di felicità, sicurezza e perfino soddisfazione.

Le note che stava prendendo Zhang Nanzhuang sarebbero servite per i suoi scritti. Il suo libro parla di un mondo di fantasmi, dove il pesante fardello della tradizione e della società feudale, ormai in declino, continua ad essere una grottesca priorità, anche nell’oscuro e tetro mondo dell’aldilà. Un libro satirico, volto forse a risvegliare le coscienze.

自从盘古皇手里开天辟地以来
便分定了上中下三个太平世界
上界是玉皇大帝领著些天神天将…
中界便是今日大众所住的花花世界…
下界是阎罗王同著妖魔鬼怪所住
estratto di《何典·序》

Da quando Pangu creò il mondo, questo venne diviso in tre parti: superiore, medio e inferiore
Il regno superiore è guidato dall'Imperatore di Giada con la sua corte di dei e generali celesti…
Il Mondo di Mezzo è il mondo dei colori in cui vivono gli uomini…
Il regno di sotto è il mondo inferiore dove risiede Re Yama con la sua schiera di demoni e mostri.

《何典》 Hé diǎn, il libro di Zhang Nanzhuang, narra le vicissitudini di fantasmi del mondo sotterraneo che conducono la loro esistenza con naturalezza, proprio come facevano gli uomini del loro tempo, ma in un ambiente tetro, sporco e inquietante. 

Questi spiriti, simili ai personaggi della celebre “Famiglia Addams,” sono talmente immersi nella loro oscurità da trasformare la quotidianità in una macabra commedia del grottesco, tra demoni, ossa e desolazione.

He dian: un finale di speranza

Nonostante il contesto macabro del regno degli inferi, il finale del libro infondo pare essere un finale di speranza e termina in una domanda.

若不是一番寒彻骨,那里有梅花扑鼻香哉?
Se non fosse per questo freddo che entra nelle ossa, come potrebbe essere tanto forte la fragranza dei fiori di prugno?

Forse è ciò che Zhang Nanzhuang pensò in quel giorno di primavera. Malgrado la povertà, la fame e le difficoltà della vita, il profumo dei fiori di prugno era più intenso che mai.

L'He dian è un libro decisamente di non facile lettura, per chi volesse cimentarsi in quest'opera posso consigliare questa edizione Kindle in inglese: He Dian Kindle Edition oppure per averlo nella propria libreria ecco la

Versione cartacea di He Dian in cinese tradizionale


Per chi desidera approfondire gli ultimi anni della dinastia Qing, consiglio il magnifico film di Bernardo Bertolucci, L'ultimo imperatore, disponibile anche su Prime Video. Se foste interessati a iscrivervi a prime potete approfittare di una prova gratuita di 30 giorni utilizzando questo link di registrazione: link di registrazione con 30 di prova.


张南庄 Zhang Nanzhuang, il passante

Zhang Nanzhuang è stato soprannominato il passante, non sappiamo dove sia nato, dove sia vissuto e dove si sia spento. Di lui conosciamo solo i dieci capitoli che ha scritto dell’He dian, un libro di cui si è salvata una sola copia. Tutti gli scritti di Zhang Nanzhuang infatti, furono bruciati dai fanatici dell’esercito Taiping.

Anche questa breve presentazione è principalmente è liberamente ispirata a quel poco che sappiamo di lui, al libro He dian e al contesto storico dell'epoca.


有口无心
l'idioma di oggi è una piccola ma significativa parentesi di quest'opera 

有口无心 Yǒukǒuwúxīn - Parlare con la bocca, ma non con il cuore  chengyugushi italiano
Il chengyu di oggi, è stato suggerito da uno dei lettori di Chengyugushi Italiano e fa la sua prima apparizione proprio nell’introduzione dell’He dian. 

Il significato di questo idioma è dire qualcosa senza pensarla veramente, tanto per parlare ma senza metterci il cuore. 

Il cuore, nella sua accezione emotivo-simbolica, e la mente, che per noi occidentali sono elementi distinti e spesso contrapposti, per la cultura classica cinese sono la stessa cosa. 





Anche se il legame con He dian si limita a questa citazione iniziale, questo idioma calza a pennello nel contesto dell’opera, dove molte tradizioni e abitudini appaiono come vuote formalità e prive di vero significato.

Da questo chengyu deriva un famoso modo di dire: 小和尚念经 - 有口无心 (xiǎo héshang niàn jīng - yǒu kǒu wú xīn), che letteralmente significa "il giovane monaco recita i sutra con la bocca ma senza il cuore" e si riferisce a un modo di leggere o agire distrattamente, senza reale comprensione o partecipazione.


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