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女娲造人 nǚ wā zào rén - La Leggenda di Nǚwā e la Creazione dell'Umanità

 女娲造人
nǚ wā zào rén
La Leggenda di Nǚwā e la Creazione dell'Umanità


Introduzione

"女娲造人" - Queste quattro lettere non compongono un chengyu, ma sono il titolo di un'antica leggenda della mitologia cinese. Perché ne parliamo se non si tratta di un chengyu? In primo luogo, perché questa storia è il seguito della narrazione sulla creazione del mondo da parte di Pangu, presentato nel nostro post precedente. In secondo luogo, perché è un'affascinante leggenda che racconta la creazione del genere umano secondo l'antica mitologia cinese.

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Storia di 女娲造人

Dopo la creazione del mondo da parte di 盘古 (Pángǔ), nel creato si erano formati il sole, la luna, le stelle, i fiumi, i laghi, i mari, le montagne e le piante. Tuttavia, mancava ancora qualcosa: gli animali e gli esseri umani.

Un giorno, la dea Nǚwā, affascinata dalla bellezza della terra, decise di abbandonare il cielo per vivere tra le meraviglie del nostro pianeta.

Con il passare del tempo però, Nǚwā cominciò a sentirsi sola, avrebbe voluto tanto condividere la sua esistenza con altre creature animate capaci di conversare, riflettere e lavorare come lei. Così, dapprima plasmò gli animali, ma dopo un po’ di tempo, sentendosi ancora sola e non avendo nessuno con cui parlare, decise di plasmare dei nuovi amici utilizzando fango e argilla e con un soffio delicato, donò vita ai loro piccoli corpi.

Queste affascinanti creature, affettuosamente chiamate "人" ("persone"), si radunarono con entusiasmo intorno a Nǚwā, creando una sinfonia di sorrisi e curiosità. Con la loro presenza, le giornate di Nǚwā divennero più radianti, e il mondo si animò di una gioiosa vivacità.

Nǚwā continuava ogni giorno a plasmare nuove persone, ma ben presto si rese conto che il mondo era troppo vasto per poter creare così tante statuette di argilla. Così, ebbe una nuova idea: immerse nel fango un ramo di vite selvatica e, con un rapido movimento, lo sparse su tutta la terra. Il fango gettato a terra prese vita, dando origine a nuove persone capaci di parlare e agire.

Ora il mondo era popolato da persone di ogni tipo, però al fine di garantire la perpetuazione dell'umanità anche in futuro, Nǚwā decise di insegnare agli uomini e alle donne l'amore e la procreazione e grazie ai suoi insegnamenti, l'umanità continuò a riprodursi di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

La leggenda di Nǚwā è un affascinante capitolo nella ricca mitologia cinese che andremo pian piano ad esplorare. 🌌🌏


自相矛盾 Zì xiāng máodùn - Auto contraddizione

自相矛盾
Zì xiāng máodùn
Auto contraddizione

È risaputo che chi cerca di vendere qualcosa spesso attribuisce straordinarie qualità ai propri prodotti, esagerandone i pregi per renderli più attraenti rispetto alla concorrenza. Tuttavia, questa storia ci dimostra quanto sia semplice smascherare un venditore poco onesto, mettendolo di fronte alle proprie contraddizioni.


chengyugushiitaliano - 自相矛盾 Zì xiāng máodùn -Auto contraddizione


成语故事
Storia di 自相矛盾 Zì xiāng máodùn

C'era una volta un venditore di armi che amava vantarsi della qualità dei propri prodotti. Nella sua bottega si poteva trovare ogni tipo di arma: lance, scudi, coltelli, spade e molto altro.

Un giorno, stando in piedi all'angolo della strada con una lancia in mano alzata verso il cielo, gridava alla folla: "Venite a comprare la mia lancia! Questa, amici miei, è la lancia più affilata del mondo! Qualunque sia la durezza dello scudo, lei lo perforerà."

Il suo lungo gridare aveva attirato una piccola folla, ma nessuno sembrava deciso a comprare. Allora sollevò uno scudo e cominciò a decantarne le qualità a gran voce: "Venite a comprare il mio scudo! Questo, amici miei, è lo scudo più resistente del mondo! Qualunque arma si abbatterà su di esso, non sarà mai perforato!"

Tra la folla c'era una persona, stanca di ascoltarlo, che si fece avanti e gli chiese: "La tua lancia è la più affilata del mondo, il tuo scudo il più resistente. Ma se colpissi il tuo scudo con la tua lancia, quale sarebbe il risultato?"

Il venditore, colto alla sprovvista, rimase in silenzio con la bocca aperta, incapace di rispondere. La folla, ridendo, si disperse.

Non misurare le proprie parole può facilmente portare alla contraddizione. Questo idioma non solo indica auto-inganno o auto-contraddizione, ma si riferisce anche a persone che appartengono a uno stesso gruppo o famiglia e che entrano facilmente in conflitto senza motivo, come anche a coloro che si mostrano coraggiosi nel discutere a parole ma si ritirano di fronte alla realtà.

Non a caso, la parola "contraddizione" in cinese si traduce proprio con 矛盾, "lancia scudo".

亡羊补牢

亡羊补牢
Wáng yáng bǔ láo
🐑Perduta una pecora, ripara l’ovile⚒️




Ecco un nuovo interessante idioma che nella nostra lingua potremmo tradurre come “meglio tardi che mai”. ⏰

Ebbene sì, anche nella lingua cinese, questo detto esiste e porta con sé una divertente nuova storiella… buona lettura! 📖

In passato c’era un pastore molto affezionato alle proprie pecorelle.  Ogni mattina di buonora, scendeva nell'ovile, le contava e le portava al pascolo.

Una mattina però si accorse che una pecora mancava all'appello.
 
Guardandosi attorno vidde che il recinto era stato bucato e nella notte  un lupo si era probabilmente infilato nel buco e aveva portato via una delle sue pecore.

Lo sconforto per la perdita della pecora fu così grande che rimase a sedere sconsolato senza sapere cosa fare.

Il vicino, vedendo che ancora non era uscito, scese nell'ovile per capire cosa lo trattenesse. Quando venne a sapere dell'accaduto, gli suggerì saggiamente: "Devi riparare subito il recinto e tappare il buco, prima che il lupo ritorni."

Il pastore, però, era troppo triste e sconsolato: "Ormai è tardi." rispose abbassando la testa. "La pecora è perduta, tappare il buco adesso a cosa servirebbe?" Poi prese il bastone e pensando che infondo si trattasse solo di di un incidente isolato, si incamminò per portare le altre pecore al pascolo.

La mattina seguente, il pastore ebbe di nuovo la stessa brutta sorpresa, un'altra pecora era scomparsa! 

Il lupo aveva ancora approfittato del buco nel recinto per fare una visita notturna e, in tutta tranquillità, si era portato via un'altra delle povere pecorelle. 

Il pastore si rese conto di aver fatto un grave errore a non dare ascolto al vicino.

Poi guardò le altre pecore e pensò: "Forse non è troppo tardi per fare la cosa giusta." Quindi, senza perdere altro tempo, si mise al lavoro e riparò il recinto.

Da quel giorno, il lupo non riuscì più a intrufolarsi, e il pastore non perse più nemmeno una pecora. 

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