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大公无私

大公无私

dà gōng wú sī

Rimanere imparziali e giusti di fronte a ogni controversia, un dono davvero raro ma ancora oggi molto apprezzato nella cultura cinese.

Una nuova storia, interessante e ricca di significato, buona lettura cari amici...
 

故事

Nel periodo di primavera e autunno, nel regno di Jin viveva un uomo di nome Qi Huang Yang.

Qi Huang Yang era il gran consigliere del re ed era noto per la sua grande imparzialità, non importa quali che fosse la questione egli era sempre imparziale. Ogni volta che il re si imbatteva in questioni che non era in grado di risolvere, chiedeva sempre consiglio a Qi Huang Yang.

Un giorno il re lo chiamò a palazzo e gli chiese: “Attualmente nella contea di Nan Yang c’è bisogno di un magistrato, pensaci bene, chi credi che sia il più adatto a ricoprire questo ruolo?”

Il gran consigliere rispose: “Xie Hu non sarebbe affatto male, credo che sia lui il più adatto a ricoprire quel ruolo!”

Il re sorpreso domandò al consigliere: “Xie Hu non è il tuo nemico?”

Qi Huang Yang rispose: ”Tu mi hai chiesto soltanto chi fosse, a mio avviso, il più adatto a ricoprire il ruolo di magistrato nella provincia di Nan Yang, non mi hai chiesto chi fosse il mio nemico? ”

Come atteso,dopo che Xie Hu magistrato di Nan Yang, assolse a pieno i suoi doveri, ottenne grandi risultati e fu molto amato e rispettato dalla gente del posto.

Trascorsi alcuni giorni, il re chiamò di nuovo a se Qi Huang Yang e gli chiese: “Alla corte imperiale manca un giudice, pensaci bene, chi è a a tuo parere il più qualificato per questa posizione?”

Qi Huang Yang rispose: “Qi Wu può ricoprire quel ruolo.”
Il re ancora una volta stupito dalla sua risposta gli chiese: “Qi Wu non è forse tuo figlio?”

Qi Huang Yang rispose: “Mi hai chiesto chi poteva ricoprire quel ruolo, ma non mi hai chiesto se Qi Wu fosse o meno mio figlio.”

Come atteso, dopo che Qi wu divenne giudice a corte, fu un giudice competente ed imparziale.

Si narra che in seguito, perfino Confucio, sentì molto parlare di Qi Huang Yang e ebbe per lui parole di grande stima e approvazione.

Da allora, si dice: “dà gōng wú sī” per descrivere un cuore totalmente devoto al pubblico interesse e privo di egoismo; significa inoltre rimanere imparziali e giusti di fronte a ogni controversia. 

解铃系铃 Jiě lǐng xì líng - Slegare il campanello, legare il campanello

解铃系铃
Jiě lǐng xì líng
Slegare il campanello, legare il campanello


Carissime lettrici e carissimi lettori,

oggi vorrei farvi un indovinello...

"Se al collo della tigre è legato un campanello, chi è in grado di scioglierlo?"

Per sapere la risposta non vi resta che leggere questa storia, scoprendo così anche il significato di questo interessante chengyu.

Buona lettura.


Il campanello al collo della tigre

Durante la dinastia Tang (唐朝 táng cháo), nell'attuale città di Nanchino, allora conosciuta come 金陵 (jīn líng), v'era il monastero 清凉寺 (qīng liáng sì, Tempio della Fresca Purezza o Tempio Qing Liang) dove viveva il monaco 法灯禅师 (Fǎ Dēng Chán Shī - Maestro Fa Deng).

Fa Deng aveva un carattere pigro e indisciplinato: non seguiva con rigore i precetti dell’insegnamento buddista e, giorno dopo giorno, sembrava non combinare nulla. Per questo motivo si era attirato le antipatie degli altri monaci.

L’abate del monastero, 法眼禅师 (Fǎ Yǎn Chán Shī, Maestro Fa Yan), tuttavia, lo teneva in grande considerazione. Egli sapeva che, nonostante l’apparente lentezza, Fa Deng possedeva una profonda conoscenza ed aveva compreso a fondo i principi del buddismo.

Un giorno, mentre Fa Yan Chan Shi esponeva ai monaci alcuni testi sacri, pose loro un indovinello:

«Se al collo di una tigre è legato un campanello, chi è in grado di scioglierlo?»


I giovani monaci si guardarono l’un l’altro: nessuno seppe rispondere. Proprio in quel momento, per caso, Fa Deng passò di lì. Fa Yan lo notò e gli chiese:

«Fratello, tu come credi che possa essere risolto questo problema?»

Fa Deng, senza la minima esitazione, rispose: 

«Non è forse una risposta semplice? 
Colui che ha legato il campanello al collo della tigre è certamente colui che può scioglierlo.»

Quelle parole furono sufficienti a sorprendere tutti i presenti.

Fu così che Fa Yan ebbe l’occasione di mostrare chi fosse realmente Fa Deng, e da quel momento nessuno guardò più con sospetto il monaco calmo e silenzioso.

In seguito, la stima che Fa Yan Chan Shi nutriva per Fa Deng crebbe ulteriormente, tanto che l’abate gli permise di aiutarlo nella gestione di tutti gli affari, grandi e piccoli, del monastero.

Fa Deng non deluse mai il suo maestro: svolgeva ogni compito con cautela e consapevolezza, assistendolo nella fondazione di una delle cinque celebri scuole del buddismo Chan, la 法眼宗 (Fǎ Yǎn Zōng, Scuola Fa Yan).

Da allora il chengyu 解铃系铃 si è diffuso nel linguaggio comune assieme al detto: 解铃还须系铃人 (Jiě líng hái xū xì líng rén, «per sciogliere il campanello, serve chi lo ha legato»), a indicare che un problema può essere risolto solo da colui che lo ha creato.

Per tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza del buddismo Chan, ecco un testo che consiglio vivamente.



开天辟地 kāitiānpìdì - un evento inedito di portata colossale


开天辟地
kāitiānpìdì


开天辟地 kāitiānpìdì - un evento inedito di portata colossale

Carissimi lettori

Dopo un lungo lavoro di traduzione e disegno ecco la nuova storia di oggi: una leggenda davvero interessante e molto famosa, la genesi secondo l'antica mitologia cinese. 

E' una storia un po' più lunga delle altre perciò vi consiglio di leggerla quando avete un po' di calma e tranquillità.

Buona lettura...

 故事

La leggenda narra che in una lontanissima era, il cielo e la terra non fossero ancora separati. L'intero universo era nel caos più completo, sembrava un uovo di incomparabile grandezza.

All'interno dell'uovo vi era la più completa oscurità, non vi era ne un davanti ne un di dietro, ne una destra ne una sinistra, tanto meno vi erano il nord, sud, est o ovest. Proprio all'interno di questo uovo nacque il grande eroe Pan Gu.

Pan Gu che fino ad allora, pacifico e silenzioso come un infante, aveva dormito all'interno dell'uovo per 18000 anni, aprì gli occhi assonnati per vedere il mondo attorno a sé, tuttavia non vide altro che la più completa oscurità, non v'era niente che egli potesse vedere.

Dopo aver dormito così a lungo, Pan Gu aveva bisogno di stendere un po' le proprie ossa e muscoli, tuttavia l'uovo in cui era rinchiuso lo avvolgeva stretto come il bozzolo di una crisalide, facendo sentire al gigante un gran caldo su tutto il corpo. Egli voleva sbadigliare, ma attorno a lui non vi era nemmeno l'aria e ciò rendeva impossibile farlo. 

Pan Gu non poté trattenersi e con un grido esclamò: "Cielo! Che posto è mai questo!?"

In un moto di rabbia, Pan Gu, non si sa da dove, trasse una enorme e affilatissima ascia, quindi stese il proprio braccio e scatenò, con un grido, tutta l'enorme forza del proprio corpo contro l'oscurità che lo avvolgeva, colpendo con estrema violenza.

Si udì allora il suono di una grandissima esplosione, come quella di un tuono che squarcia la notte, dall'uovo cominciarono ad espandersi gas e raggi di luce, così che le cose più chiare e limpide pian piano salirono alle più alte regioni e formarono il cielo, mentre le cose più torbide scesero silenziose verso il basso formando la terra.

Da allora, i vari elementi del caotico universo primordiale che erano rimasti  mescolati assieme, non erano più uno spazio oscuro ed impalpabile, bensì separati in cielo e terra. 

Pan Gu se ne stava in piedi fra terra e cielo ed improvvisamente si sentì meglio, libero di respirare. Il gigante aprendo le braccia e inspirando profondamente, provò una grande sensazione di benessere e disse: "Questa si che è una situazione accettabile!"

Il cielo alto e lontano, il terreno vasto. Pan Gu voleva sgranchirsi un po' le ossa, ma d'un tratto ebbe la sensazione che qualcosa premesse verso il basso, proprio alla sommità della sua testa. Ma quali era l'origine di tale pressione? 

Cosa stava succedendo? Pareva che il cielo non fosse affatto d'accordo a rimanere separato dalla terra e come un grande tappo premeva propio sulla testa di Pan Gu. 

Il gigante pensò che non poteva lasciare che il cielo e la terra tornassero al caos, così, con i suoi piedi stabili e forti sul terreno, a petto in fuori sollevò entrambe le braccia e con forza si oppose alla spinta del cielo in caduta,  impedendo che cielo e terra potessero di nuovo tornare assieme nel caos primordiale.

A seguito dell'enorme e nobile uso di tanta magia, il suo corpo in un giorno cambiava nove volte. Ogni volta che il corpo di Pan Gu cresceva di un "chi" (antica unità di misura corrispondente a circa un braccio 23 cm) il cielo saliva di un "zhang" (10 "chi"). Dopo più di 18000 anni, Pan Gu era diventato altissimo, proprio come il cielo*. A quel punto il cielo era salito alle altezze più inaccessibili, mentre la terra era diventata solida e profonda.

Non sappiamo quanti anni ancora passarono, il cielo non poteva essere più alto e la terra non poteva essere più profonda e solida, cielo e terra erano separati.

Fu a quel punto che Pan Gu aveva esaurito tutte le sue forze, egli contemplò il cielo e la terra che con le sue mani aveva creato. Egli aveva creato un nuovo mondo! Da allora, cielo e terra non potranno mai più tornare assieme.

Pan Gu guardava il cielo e la terra davanti ai suoi occhi e pensò in cuor suo: "Sebbene ho aperto e separato cielo e terra, non c'è nient'altro. Se nel mezzo ci fossero delle forme di vita, allora si che sarebbe tutto davvero bello!"

Fu così che Pan Gu emise un lungo sospiro, quindi si sdraiò pian piano a terra.

Nel momento in cui si distese, il suo occhio sinistro si trasformò nel caldo e luminoso sole che per la terra porta luce e calore; il suo occhio destro divenne la luminosa luna, che porta luce nell'oscurità della notte; i capelli divennero il manto di stelle che adornano con bellezza il cielo notturno.

Il corpo di Pan Gu divenne le catene delle montagne, che resero la terra maestosa. Il sangue divenne fiumi ed oceani, le cui onde non si fermano mai. I muscoli divennero fertili lande, per la vita di tutte le creature. Le ossa divennero alberi e fiori; i denti pietre e metallo e il sudore la pioggia. 

Il respiro di Pan Gu divenne la brezza e le nuvole bianche; la sua risonante voce divenne il tuono ed il lampo. 

Dal suo corpo si formò così il più bello degli scenari.

Alla fine, tutte le parti del corpo di Pan Gu avevano trovato un posto fra cielo e terra, egli per il mondo che aveva creato fece il più grande dei sacrifici.

Pan Gu divenne l'eroe che creò il mondo.

Oggi si usa questo chengyu "kāitiānpìdì" per descrivere qualcosa che avviene per la prima volta nella storia, o per descrivere qualcosa che crea un'enorme conseguenza.

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