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红豆相思 hóngdòu xiāngsī - Fagioli rossi pensiero d'amore

红豆相思
hóngdòu xiāngsī
Fagioli rossi pensiero d'amore

Dalla tela bianca, il vuoto genera la forma. 

Linee sottili d’inchiostro si espandono sulla carta di riso, montagne, rocce e colline paiono emergere dal nulla: non sono dipinte, ma rivelate dal bianco che le circonda.

Il fiume è un solo tratto di pennello bagnato e sfumato che scivola verso il basso. Su di esso una lontana imbarcazione pare andare alla deriva nello spazio vuoto. Frammenti di nuvole non ancora nate già si riflettono sull’acqua.

Piccole e intrecciate prendono forma le piante di fagioli rossi. 

Tu sei lì, tra gocce di cinabro così vivide che sembrano sanguinare. In quel paesaggio etereo che pare svanire da un momento all’altro. 

Il mio pennello si posa su di te con tanta intensità che ogni dettaglio emerge dal vuoto sempre più vivido e forte. 

È come se ti guardassi da mille anni.

Poi il mio pennello si sposta in alto, tra le nuvole infuocate. Ti scrivo un messaggio e sento che mi stai ascoltando.

红豆生南国,
hóngdòu shēng nánguó
I fagioli rossi crescono nel sud,

春来发几枝?
chūnlái fā jǐ zhī
in primavera, quanti germogliano?

愿君多采撷,
yuàn jūn duō cǎixié
ti prego, raccogline molti,

此物最相思。
cǐ wù zuì xiāngsī.
sono loro il nostro pensiero d'amore reciproco.

相思 王维
xiāngsī 
wángwéi
Pensiero d'amore - Wang Wei

Il letto è vuoto, la tenda di seta è immobile e il tuo specchio non riflette più il tuo volto. Ho trascorso questi anni contemplando il profondo vuoto lasciato dalla tua assenza, l’ho riempito di montagne, fiumi e nuvole, l’ho riempito di parole e l’ho ascoltato fin nel profondo.

Ogni giorno curo il bambù su cui amavi scrivere sapendo che non potrai mai farlo. Non puoi immaginare quanto tutto sia silenzioso senza di te, quanto profondo sia il vuoto che mi hai lasciato, quanto immensa sia la mia nostalgia. 

Bloccato in questa materia grezza, da anni attendo di rivederti, attendo di lasciare questa vita, attendo il momento in cui potrò risvegliarmi accanto a te.


Chi era Wang Wei

Carissimi amici, questa nuova poesia che ho deciso di portare alla vostra attenzione è《相思》(xiāngsī - Pensiero d'amore), celebre componimento di 王维 Wang Wei, uno dei più celebri poeti, pittori e musicisti della dinastia Tang, uno degli artisti e letterati più importante della sua era.

La persona a cui è dedicato questo poema è con molta probabilità la moglie del poeta, che morì quando lui era ancora giovane, lasciandolo vedovo per oltre trent’anni. 

Con molta probabilità, questa lunga assenza segnò profondamente la vita del poeta e la sua arte, trasformandolo da funzionario di corte a eremita dedito alla spiritualità.

Alla moglie Wang Wei scrisse un 《祭妻文》 (jì qī wén, "elogio funebre per mia moglie"), oggi perduto, ma citato da fonti posteriori come gesto straordinario e significativo del profondo legame che li univa, poiché era raro all'epoca che un marito commemorasse pubblicamente la propria moglie.

Per tutti coloro che volessero conoscere meglio il mondo della poesia cinese, ecco il testo di una cara amica che vi consiglio caldamente: Il regno incantato della poesia cinese


Significato della poesia

La leggenda dei fagioli rossi (红豆, hóngdòu) come simbolo d'amore eterno e reincarnazione affonda le radici nel folclore cinese antico.

Questo mito appare per la prima volta in racconti popolari della dinastia Han (206 a.c.–220 d.c.), poi ripresi durante la dinastia Tang (618–907 d.c.). Un testo del VI secolo, 《搜神记》 (sōushén jì, "cronache degli spiriti"), menziona una fanciulla che piantò fagioli rossi sulla tomba dell’amato, promettendo: "Cresceremo insieme come questi rami."

《昔有妇人,夫死于战,植红豆于冢上,曰:"君若为灵,当令此木连枝。"其树竟合抱,枝叶交缠,人谓相思之木。》

"C'era una volta una donna il cui marito morì in guerra. piantò fagioli rossi sulla sua tomba e pregò: 'se il tuo spirito esiste, fa' che questi fagioli crescano con i rami uniti.' Le piante crebbero e si avvinghiarono, tronco contro tronco, rami intrecciati, e la gente li chiamò 'gli alberi del pensiero d'amore reciproco'."

Nella sua poesia, Wang Wei esorta la moglie a raccogliere i fagioli rossi per non lasciar morire il loro legame. I fagioli diventano il tramite spirituale fra loro, l'unico possibile.

Nella tradizione cinese, i fagioli rossi rappresentano fedeltà oltre la morte: il loro colore simboleggia il sacrificio d’amore e il legame indissolubile. 

Non raccogliere un simbolo d’amore equivarrebbe a lasciarlo morire; raccoglierlo invece, significa farlo vivere e portarlo con sé.

Wang Wei, in questa poesia, oltre al dolore della perdita descrive anche un profondo dissidio interiore che probabilmente lo ha accompagnato fin dalla scomparsa della moglie: la tensione tra la ricerca della pace e del distacco dai desideri, propria del buddhismo, e la necessità di mantenere vivo il legame affettivo con l'amata moglie.

Tuttavia se l’amore è illusione, Wang Wei lo celebra ugualmente e lo fa con una tale grazia che si trasforma da attaccamento emotivo a gesto di profonda compassione.

Da allora, nella lingua cinese si usa dire 红豆相思 (hóngdòu xiāngsī, "i fagioli rossi del pensiero d'amore reciproco"), espressione utilizzata per comunicare un affetto romantico o un ricordo struggente.


夕阳无限好,只是近黄昏 xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo

夕阳无限好,只是近黄昏
xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn
La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo


夕阳无限好,只是近黄昏 xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo



Sul far della sera mi sento inquieto, 

guido il mio carro verso l’antico altopiano.  

La bellezza del tramonto è senza limite…

Il pennello si ferma. Il pensiero si sospende. Il mio cuore cerca le parole, ma la mano resta immobile, incapace di andare oltre.  

È forse l’inquietudine a impedirmi di terminare questa poesia?

Ripenso al passato. Quante volte sono tornato in questo luogo per leggere, meditare o scrivere poesie. Seduto tra alberi da frutto e crisantemi, quante parole e riflessioni ho affidato alla carta, quanti colleghi e funzionari ho intrattenuto nei padiglioni del parco, quanti epitaffi ho scritto per i templi e le tombe.

Eppure, così poco riconoscimento. Molti di loro mi avranno già dimenticato. 

Non mi sento di biasimarli, dopotutto, che poeta sono se persino davanti a questo incantevole tramonto non riesco a trovare parole degne della sua bellezza?

Dovrebbe essere facile, e invece…

Il pennello immobile nella mano, lo sguardo perso nel cielo dorato. Lentamente tutti se ne vanno, lasciandomi da solo. 

I colori del cielo si fanno via via più vivi, le nuvole sembrano incendiarsi, il sole accarezza le chiome degli alberi con tinte infuocate, eppure, il suono dei miei pensieri è un frastuono.  

Mi prendi in giro, tramonto? Cerco di descriverti, ma tu diventi ogni istante più bello. Vanifichi le mie parole, ti fai beffe dei miei limiti e mi spingi perfino a invidiare l’autore di tanta meraviglia.  

Perché lo fai?

Sono ormai solo nel turbine dei miei pensieri. L’inquietudine mi sommerge. Un rumore alle spalle mi fa voltare di scatto — forse un animale? Sarà pericoloso?

Niente. Solo il mio carro, immobile, avvolto nell’ombra.  

L’ultimo raggio è svanito mentre ero voltato. Ora il buio striscia ovunque, come una coltre fredda e silenziosa che ricopre il mondo.

Guardo il foglio. Una macchia d’inchiostro si è espansa sotto la mia mano. Nera, silenziosa, uno spazio vuoto e freddo in cui non c’è più posto per alcuna parola. Che strano. Anche la mia mente adesso è quieta.

Oh, calda luce del tramonto, di cui ho tanto cercato le parole…  

Ora non sei che un ricordo.  

Non ho più tempo di scrivere — né tempo mi serve.  

La tua immagine, pura e perfetta, arriva fino a me proprio adesso che non ci sei più.

Comprendo, ora che nessun apprezzamento può aggiungere nulla alla tua perfezione, così come nessun riconoscimento può aggiungere nulla alla vera poesia del cuore.

Non esiste parola che possa rendere eterno ciò che è già senza limite ma è la sua effimera esistenza che lo rende indimenticabile.

Finalmente con il cuore in pace so come concludere questa poesia...

《登乐游原》 di 李商隐 (Li Shangyin)

向晚意不适  
Sul far della sera, mi sento inquieto

驱车登古原  
così salgo in carro sull’antico altopiano.

夕阳无限好 
La bellezza del tramonto è senza fine,

只是近黄昏  
questo perché il crepuscolo è vicino.


Due parole su questa bellissima poesia

Questa splendida poesia di Li Shangyin, poeta di cui avrete sicuramente letto in questo blog e che spero abbiate imparato ad amare, cattura l’istante in cui la luce del giorno si spegne ed è proprio nel suo svanire che ne risiede la bellezza.

Sebbene il racconto sia frutto di fantasia, l'altopiano di 乐游 (Leyou) è realmente esistito e, durante la dinastia Tang, rappresentava un luogo di ritiro privilegiato per nobili e letterati, che vi si recavano per ammirare le bellezze della natura e indulgere nella poesia e nella letteratura.

Questo racconto cerca anche di descrivere lo stato d'animo di Li Shangyin che, sebbene immerso in un meraviglioso giardino al tramonto, si sentiva emarginato dalla vita di funzionario e di letterato. La poesia da lui composta, struggente ma anche ricca di significato, fissa nel tempo un momento di contemplazione in cui l’esterno (il paesaggio) si fonde con l’interno (l’anima del poeta).

Ci sono esperienze meravigliose nella vita che non è possibile giudicare con le sole parole, così come persone dalla sensibilità e dal talento straordinari che a volte non siamo in grado di comprendere appieno. Eppure entrambe lasciano un segno indelebile nella memoria, e forse è proprio la loro breve permanenza che ci permette di coglierne la bellezza.

Da questa celebre poesia nasce il modo di dire 夕阳无限好 (xī yáng wú xiàn hǎo), che indica la bellezza effimera delle cose nel momento del loro svanire, o la gloria tardiva che arriva quando il tempo per goderne è ormai quasi passato.

A tutti coloro che desiderano conoscere meglio la poesia cinese consiglio questo libro della mia amica Chen Chong: Il regno incantato della poesia cinese

庄子中的成语故事 zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì - Storie chengyu dello Zhuangzi

庄子中的成语故
zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì
Storie chengyu dello Zhuangzi

庄子中的成语故事 zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì - Storie chengyu dello Zhuangzi


Carissimi amici, quest’oggi parliamo di 庄子 (Zhuāngzǐ), uno straordinario filosofo vissuto nell’epoca degli Stati Combattenti.

Zhuangzi è una figura centrale nel Taoismo e nella cultura cinese. Il suo pensiero, ricco di umorismo, paradossi e profonde riflessioni sull’esistenza, ha influenzato generazioni di artisti, filosofi e pensatori.

Il suo insegnamento è racchiuso nello scritto omonimo, 《庄子》Zhuangzi, un vero e proprio tesoro di storie chengyu dal significato profondo. 😊

In questo articolo, oltre a un ritratto generale dell’uomo e del suo pensiero, scoprirete le principali storie chengyu dello Zhuangzi e il loro significato.

Buona lettura...


Indice dei contenuti


Chi sogni chi?

Siedo sulla riva sassosa del Fiume Giallo dove l'acqua si confonde con il cielo. Attorno a me, i miei discepoli ascoltano tra i salici. 

Una donna chiede: "Come evitare di essere travolti dagli eventi?" 

Raccolgo un filo d’erba e lo sollevo al vento: “La mantide che cerca di fermare un carro viene schiacciata, chi resiste alla corrente si spezza, ma chi si flette come questo filo d’erba sopravvive all'uragano." 

Un giovane con occhi ardenti si sporge: "Maestro, parli sempre del ‘viaggio libero’. Come posso intraprenderlo se sono legato alla mia famiglia, al mio villaggio?"

Prendo una foglia di salice e la pongo sull'acqua:

“Il saggio cavalca il vento oltre i monti Kunlun, ma il suo cuore resta leggero come questa foglia. Perché la libertà non è nei passi, ma nello sguardo”

Un uomo replica: "Io possiedo già tutto ciò che serve a un uomo per vivere, perché dovrei dedicarmi al viaggio di cui parli?" Scoppio a ridere: “Alla rana del pozzo non si può parlare del mare - è limitata dal suo spazio. Più piccolo è il mondo che conosci, più grande diventa il tuo orgoglio." 

Il vento si alza, portando con sé semi di cardo. Fisso l'orizzonte, dove il tempo si annoda.

Un’immagine, quasi una premunizione, mi attraversa la mente e sorridendo guardo i miei cari discepoli, come a svelar loro un segreto. 

"Tra duemila anni qualcuno leggerà queste parole. Non su rotoli di bambù, ma con strumenti inimmaginabili - luci fredde, occhi di vetro. Forse siederà in una terra lontana, dove si parla una lingua sconosciuta..." 

Una risata mi sfugge. 

"E in quell'istante, caro lettore di chengyugushi italiano, sarò te. O tu sarai me? Chi sogna chi? Forse questa pietra è il tuo schermo luminoso, questo fiume la corrente che chiamate 'Internet'. 

Forse sei tu che in questo momento credi di leggere le mie parole, o forse sono io che sto immaginando di essere te. Ma come faccio a saperlo se sei già parte della mia immaginazione?" 

Rido fragorosamente. I discepoli si guardano, confusi, di chi stava parlando? 

Li osservo con sguardo sornione e benevolo: “Ieri notte ho sognato di essere una farfalla. Ora sono Zhuang Zhou. Ma forse... sono ancora una farfalla che sogna di essere Zhuang Zhou.”


Chi era Zhuangzi?

Zhuangzi, noto anche come Zhuang Zhou, è stato uno dei più importanti filosofi taoisti della Cina antica. Visse tra il IV e il III secolo a.C., durante il periodo degli Stati Combattenti.

Il suo nome è legato all'opera omonima《庄子》 (Zhuangzi), testo che raccoglie i dialoghi, le storie e le parabole di questo grande pensatore ed è diventato uno dei pilastri del Taoismo insieme al 《道德经》 (Dao De Jing) di Laozi.

Zhuangzi era un filosofo davvero innovativo, capace di pensare fuori dagli schemi. La sua filosofia era profonda e al tempo stesso ricca di umorismo. Attraverso un uso intelligente di metafore e paradossi, esplorava temi come la natura della realtà, la libertà spirituale e l'armonia con il Dao (道), sfidando al contempo le convenzioni sociali dell'epoca.

La sua filosofia non si limita a concetti teorici, ma offre risposte pratiche a diversi aspetti della vita quotidiana, invitando a vivere in modo spontaneo e naturale.


Temi principali del pensiero di Zhuangzi

Il pensiero di Zhuangzi è ricco e multisfaccettato, tuttavia, esiste un tema centrale che attraversa la sua opera: la necessità di vivere in armonia con il Dao, in sintonia con tutto ciò che ci circonda. Felicità e saggezza nascono dall’allinearsi a questo principio fondamentale.

Dove c’è il Dao, non c’è sforzo, non c’è lotta: ogni cosa scorre in modo naturale e spontaneo. Come dice Zhuangzi:

"Il Dao non ha forma, non ha limiti. È come un fiume che scorre, senza sforzo, senza fine. Chi cerca di opporsi al Dao è come chi cerca di fermare un fiume con le mani: non farà che bagnarsi."

Questo concetto è legato all'idea del "non agire" wu wei (无为), che non significa inattività, sedentarietà o pigrizia, anzi, l'esatto contrario. Significa agire in modo naturale, senza forzature, lasciare che le proprie azioni e pensieri seguano il corso naturale della corrente della vita.

Il Dao diventa così non solo una forza che guida l’evoluzione, ma anche una fonte inesauribile di saggezza. Chi si oppone a questo naturale fluire dell’universo lo fa spesso a causa della propria visione limitata delle cose. Che questa limitazione derivi da fattori esterni, come nella storia della rana nel pozzo, o dai propri difetti, come nel racconto della mantide che cercò di fermare il carro, opporsi al Dao significa nuocere a se stessi e, in fondo, rendersi anche un po’ ridicoli.

Zhuangzi sostiene che tutte le prospettive sono relative e usa paradossi e storie per mostrare come le distinzioni tra bene e male, giusto e sbagliato, siano spesso arbitrarie. Questo relativismo si riflette anche nel suo approccio alla vita, che invita a superare le rigidità mentali e ad abbracciare la fluidità dell'esistenza. Così il Dao diventa verità oggettiva, ma si tratta di verità in azione istante per istante, che appena percepita cambia ed evolve in qualcosa di nuovo. Inutile fossilizzarsi nelle proprie idee e nei propri concetti.

"Quando diciamo 'questo è giusto' e 'questo è sbagliato', stiamo solo esprimendo la nostra prospettiva limitata. Chi può dire cosa è veramente giusto o sbagliato?"

Seguire la via del Dao diventa pertanto un continuo viaggio esperienziale, in cui la libertà da preconcetti e dalla nostra visione limitata delle cose diventa un requisito fondamentale per lasciarsi trasportare da questa corrente mistica. Zhuangzi parla spesso di questa esperienza chiamandola: "viaggio libero" (逍遥游, xiāoyáo yóu).

"Il saggio che vive nel viaggio libero è come una foglia che danza nel vento. Non si oppone, non resiste, ma segue il flusso naturale delle cose."

Per chi volesse aggiungere quest'opera immortale alla propria libreria, ecco dove acquistarla: 

Zhuang-zi (Chuang-tzu)


Alcune celebri storie chengyu tratte dallo Zhuangzi

Ecco le più famose storie chengyu tratte dallo Zhuangzi. Per ogni storia troverete il capitolo, un estratto del testo originale, la traduzione, il significato e la descrizione del chengyu associato.


庖丁解牛 (Páo Dīng jiě niú): "Il cuoco Ding che smembra un bue"

Origine: Capitolo 3《养生主》(yǎng shēng zhǔ).

Testo originale:

庖丁为文惠君解牛,手之所触,肩之所倚,足之所履,膝之所踦,砉然向然,奏刀騞然,莫不中音。合于《桑林》之舞,乃中《经首》之会。

Storia: Il cuoco Ding è così abile nel tagliare un bue che il suo coltello non si consuma mai. Spiega che non usa la forza, ma segue le linee naturali della carne, agendo in armonia con il Dao. La sua maestria è tale che i suoi movimenti sembrano una danza, e il suono del suo coltello è come una musica.

Significato: Questa storia rappresenta l'ideale taoista del wu wei (无为), ovvero "agire senza forzature". Descrive una maestria che deriva dalla pratica e dall'armonia con le leggi naturali, piuttosto che dallo sforzo o dalla forza bruta.

Chengyu associato游刃有余 (yóu rèn yǒu yú) – "Avere spazio per muovere il coltello". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che agisce con facilità e abilità, grazie alla sua esperienza e alla sua armonia con le circostanze.


螳臂当车 (táng bì dāng chē): "La mantide che cerca di fermare un carro"

Origine: Capitolo 20《山木》(shān mù).

Testo originale:

螳螂怒其臂以当车辙,不知其不胜任也。

Storia: Una mantide religiosa, vedendo un carro avanzare verso di lei, alza le zampe per cercare di fermarlo. Nonostante il suo coraggio, la mantide è troppo piccola e debole per avere alcun effetto sul carro, che la travolge senza neppure accorgersene.

Significato: Questa storia critica l'arroganza e l'ignoranza di chi cerca di opporsi a forze molto più grandi di sé. Zhuangzi usa questa parabola per mostrare che agire senza consapevolezza delle proprie limitazioni può portare solo a fallimento e disastro.

Chengyu associato: 螳臂当车 (táng bì dāng chē) – "La mantide che cerca di fermare un carro". Questo chengyu è usato per descrivere un'azione imprudente e destinata al fallimento.


相濡以沫 (xiāng rú yǐ mò): "Bagnarsi l'un l'altro con la schiuma"

Origine: Capitolo 6 《大宗师》(dà zōng shī).

Testo originale:

泉涸,鱼相与处于陆,相呴以湿,相濡以沫,不如相忘于江湖。

Storia: Due pesci si trovano in una pozza d'acqua che si sta prosciugando. Per sopravvivere, si bagnano l'un l'altro con la schiuma, cercando di mantenere l'umidità. Tuttavia, Zhuangzi suggerisce che sarebbe meglio per loro dimenticarsi l'un l'altro e tornare al vasto fiume, dove non avrebbero bisogno di aiutarsi in questo modo.

Significato: Questa storia rappresenta l'importanza dell'indipendenza e della libertà. Aiutarsi in momenti di difficoltà è nobile, ma Zhuangzi invita a cercare una soluzione più profonda, che permetta a ciascuno di vivere in armonia con il proprio ambiente naturale.

Chengyu associato: 相濡以沫 (xiāng rú yǐ mò) – "Bagnarsi l'un l'altro con la schiuma". Questo chengyu è usato per descrivere un aiuto reciproco in situazioni difficili.


朝三暮四 (zhāo sān mù sì): "Tre al mattino e quattro alla sera"

Origine: Capitolo 2 《齐物论》(qí wù lùn).

Testo originale:

狙公赋芧,曰:“朝三而暮四。”众狙皆怒。曰:“然则朝四而暮三。”众狙皆悦。

Storia: Un allevatore di scimmie promette loro tre castagne al mattino e quattro alla sera. Le scimmie si arrabbiano, ma quando l'uomo inverte l'ordine (quattro al mattino e tre alla sera), sono soddisfatte. In realtà, la quantità totale di castagne rimane la stessa.

Significato: Questa storia illustra come le persone possano essere ingannate da cambiamenti superficiali, senza rendersi conto che la sostanza rimane la stessa. Zhuangzi critica l'illusione e l'incapacità di vedere oltre le apparenze.

Chengyu associato: 朝三暮四 (zhāo sān mù sì) – "Tre al mattino e quattro alla sera". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che cambia idea frequentemente o che inganna gli altri con trucchi superficiali.


邯郸学步 (Hán Dān xué bù): "Imparare a camminare a Handan"

Origine: Capitolo 17《秋水》(qiū shuǐ).

Testo originale:

且子独不闻夫寿陵余子之学行于邯郸与?未得国能,又失其故行矣,直匍匐而归耳。

Storia: Un uomo va a Handan, una città famosa per l'eleganza dei suoi abitanti, per imparare a camminare come loro. Alla fine, non solo non impara il nuovo modo di camminare, ma dimentica anche come camminava prima ed è costretto a strisciare per tornare a casa.

Significato: Questa storia critica chi cerca di imitare gli altri perdendo la propria identità. Zhuangzi invita a valorizzare la propria natura e a non cercare di diventare qualcun altro.

Chengyu associato: 邯郸学步 (Hán Dān xué bù) – "Imparare a camminare a Handan". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che, cercando di imitare gli altri, perde le proprie capacità.


庄周梦蝶 (Zhuāng Zhōu mèng dié): "Zhuang Zhou sogna di essere una farfalla"

Origine: Capitolo 2《齐物论》(qí wù lùn).




Testo originale:

昔者庄周梦为胡蝶,栩栩然胡蝶也,自喻适志与!不知周也。俄然觉,则蘧蘧然周也。不知周之梦为胡蝶与,胡蝶之梦为周与?周与胡蝶,则必有分矣。此之谓物化。

Storia: Zhuangzi sogna di essere una farfalla che vola libera e felice. Al risveglio, si chiede se sia Zhuangzi che ha sognato di essere una farfalla o una farfalla che sta sognando di essere Zhuangzi. Questa storia mette in discussione la natura della realtà e dell'identità.

Significato: Zhuang Zhou che sogna di essere una farfalla rappresenta la fluidità tra realtà e illusione. Zhuangzi invita a riflettere sulla natura della percezione e sull'idea che i confini tra sé e il mondo siano spesso sfumati e illusori.

Chengyu associato: 庄周梦蝶 (Zhuāng Zhōu mèng dié) – "Zhuang Zhou sogna di essere una farfalla". Questo chengyu è usato per descrivere la fluidità tra realtà e illusione.

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