Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Puoi scegliere se accettarli o rifiutarli.

揠苗助长 Yàmiáozhùzhǎng - se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento

揠苗助长
Yàmiáozhùzhǎng
Se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento

揠苗助长 Yàmiáozhùzhǎng - se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento.

Introduzione

Riprendendo il filo della filosofia di Mencio (孟子), non trovate interessante l’idea che proprio la mancanza di cura interiore sia all’origine dei problemi umani e che questa possa addirittura generare il male? Forse non è un caso che la storia che racconteremo oggi parli proprio di come l’assenza di cura, l’impeto e il desiderio, spesso alimentati da fattori esterni e in contrasto con le leggi naturali dello sviluppo, abbiano portato alla rovina questo povero contadino.

Se anche tu trovi affascinante e profonda la filosofia di Mencio ecco un libro che ti piacerà!

Mencio: Classici confuciani


Quando, anziché prendersi cura del proprio campo, il contadino ha preferito usare una scorciatoia per accelerare lo sviluppo del raccolto, l’unico esito possibile è stato la rovina e la fame.

Storia di 揠苗助长 in ialiano 

Nel regno di Song viveva un contadino che, anno dopo anno, stagione dopo stagione, lavorava con dedizione il suo campo. Nonostante il raccolto non fosse mai abbondante, riusciva sempre a mantenere la propria famiglia.

Quell’anno, come di consueto, aveva duramente seminato il campo e aspettava i primi germogli. Nessuno però si sarebbe aspettato, che sebbene fosse già primavera l’aria si sarebbe fatta fredda come d’inverno, ritardando la crescita dei germogli. Il contadino che era una persona molto ansiosa, trascorreva intere giornate al bordo del campo, passeggiando avanti e indietro, in attesa di qualche segnale di crescita.

Dopo un lungo periodo, il tempo finalmente si riscaldò e i germogli iniziarono a spuntare uno dopo l’altro. Il volto del contadino si illuminò di un sorriso di speranza.

Desideroso di vedere i suoi germogli crescere più velocemente, ogni giorno si recava al campo per controllarne i progressi. Un giorno, osservando con attenzione, iniziò a confrontare i suoi germogli con quelli del vicino. Più li guardava, più gli sembrava che i suoi crescessero troppo lentamente.

Se ne stava fisso al bordo del campo a sospirare, mentre il vicino era indaffarato ad innaffiare i propri germogli.

Il secondo giorno, tornò al campo e, camminando avanti e indietro, si domandava: “Perché i miei germogli non crescono ancora?” Mentre rifletteva, il vicino era intento a strappare le erbacce.

Il terzo giorno, tornò al campo e, guardando a destra e a sinistra, notò che i germogli non erano ancora cresciuti. Nello stesso momento, il vicino stava aggiungendo del fertilizzante.
Il contadino se ne stava nel campo andando a destra e sinistra, mentre in cuor suo pensava: “Perché non posso trovare un metodo per aiutare i germogli a crescere?”

Dopo alcuni giorni di riflessione, finalmente trovò un metodo. Eccitato, tornò al campo e, uno dopo l’altro, prese i germogli e li tirò verso l’alto. 

Fu un lavoro faticoso, che lo lasciò senza fiato, ma con il cuore colmo di speranza e soddisfazione.

Quando il sole cominciò a tramontare, il contadino, stanco e senza forze, se ne tornò a casa. Appena ebbe varcato la soglia di casa, eccitato annunciò ai suoi familiari: “Oggi mi sono davvero stancato, ma ne è valsa la pena! Non ho sprecato le mie forze in vano! Ho aiutato i germogli a crescere.”

I suoi familiari, incuriositi e un po’ perplessi gli chiesero: “Che metodo hai usato?” 
“Li ho presi uno ad uno e li ho tirati su!”

I suoi familiari come lo sentirono rimasero di sasso. La figlia corse immediatamente al campo per verificare. La sorpresa fu amara: dove prima c’era un verde tappeto di germogli, ora tutto era seccato.

刻舟求剑 ke4zhou1qiu2jian4


刻舟求剑
ke4zhou1qiu2jian4



Comprendere la filosofia del perenne mutamento è certamente comprendere uno degli aspetti più importanti della cultura cinese e forse la chiave della grande capacità di adattamento di questo popolo.

La buffa e assurda storia che stiamo per raccontarvi è un esempio di come sia inutile e persino sciocco talvolta pensare che tutto resti come è sempre stato, perché come in un fiume la corrente del tempo tutto porta via con sé.

Buona lettura! 📖
刻舟求剑
Kèzhōuqiújiàn

Incidere un segno sulla barca per cercare la spada
C’era una volta un uomo del regno di Chu che stava attraversando un fiume. Quando la sua imbarcazione raggiunse il centro del corso d'acqua, il vento forte e le onde alte fecero ondeggiare la barca, facendo cadere in acqua la spada che l’uomo portava con sé.

I passeggeri della barca avvisarono prontamente il barcaiolo, dicendogli di fermarsi subito per permettere all’uomo di tuffarsi e recuperare la spada.

Ma, stranamente, l’uomo non si agitò affatto. Tirò fuori un coltello e incise un segno sul lato della barca, proprio nel punto in cui la spada era caduta, quindi, con aria tranquilla e soddisfatta, disse: “Ecco, qui è caduta la mia spada”.

Gli altri passeggeri lo guardarono perplessi. Uno di loro cercò di convincerlo a tuffarsi immediatamente per recuperare l’arma, ma l’uomo di Chu rispose serafico: “Non c’è bisogno di correre, ho lasciato un segno!”

Vedendo che nessuno si buttava in acqua per riprendere la spada, il barcaiolo riprese la navigazione.
Gli altri passeggeri continuarono per un po’ ad esortare l’uomo di Chu a cercare la spada prima che fosse troppo tardi, ma lui, sempre con estrema sicurezza, rispondeva: “Non preoccupatevi, ho il mio segno!”.

Quando la barca raggiunse la riva, l’uomo si spogliò con calma, tolse scarpe e calzini, e si tuffò proprio accanto al segno che aveva fatto. Continuò a immergersi più volte, risalendo solo per riprendere fiato, ma ogni volta tornava a mani vuote: della spada non c’era traccia.

L’uomo non riusciva a capire che la barca si era mossa, ma la spada caduta in acqua era rimasta dov’era. Alla vista di quella scena, tutti capirono l’assurdità del ragionamento dell’uomo di Chu e iniziarono a ridere per il suo scarso acume.

Da allora, l’espressione "Incidere un segno sulla barca per cercare la spada" viene usata per descrivere chi con stolta e imperturbabile ostinatazione ignora del tutto i cambiamenti attorno a lui.

精卫填海


精卫填海
Jīng wèi tián hǎi


Jing wei tian hai è usato nella lingua cinese per descrivere colei o colui che con perseveranza e determinazione si confronta con imprese impossibili.

Una storia bellissima e commovente...




太阳神炎帝有一个小女儿,名叫女娃,是他最钟爱的女儿.有一天,女娃驾着小船,到东海去游玩,不幸海上起了风浪,像山一样的海浪把小船打翻,女娃就淹死在海里,永远不回来了。炎帝固然挂念他的女儿。但都不能用他的光和热来使她死而复生,只好独自悲伤罢了。

  女娃不甘心她的死,她的魂灵变化做了一只小鸟,名叫“精卫”。精卫长着花脑袋、白嘴壳、红脚爪,大小有点像乌鸦,住在北方的发鸠山。她恨无情的大海夺去了她年轻的生命,因此她常常飞到西山去衔一粒小石子,或是一段小树枝;展翅高飞,一直飞到东海。她在波涛汹涌的海面上回翔着,把石子或树枝投下去,要想把大海填平。

  大海奔腾着,咆哮着,露出雪亮亮的牙齿。凶恶地嘲笑着:“小鸟儿,算了罢,你这工作就算干上一百万年,也休想把大海填平呢。”

  精卫在高空答复大海:“哪怕是干上一千万年,一万万年,干到宇宙的终尽,世界的末日,我也要把你填平!”

  “你为什么衔恨我这样深呢?”

  “因为你呀——夺取了我年轻的生命,将来还会有许多年轻无辜的生命要被你无情地夺去。”

  “傻鸟儿.那么你就干吧——干吧!”大海哈哈地大笑了。

  精卫在高空悲啸着:“我要干的!我要干的!我要永无休止地干下去的!这叫人悲恨的大海啊,总有一天我会把你填成平地!”

  她飞翔着,啸叫着.离开大海,又飞回西山去;把西山上的石子和树枝衔来投进大海。她就这样往复飞翔,从不休息,直到今天地还在做着这种工作。

Fonte: 

百度百科


Il dio del sole: l'imperatore Yan, aveva diverse figlie, ma la sua preferita era  Nuwa, la più piccola di tutte. 

Un giorno Nuwa decise di uscire in barca per giocare fra le onde. 

Sfortunatamente le onde crebbero in intensità e finirono per rovesciare l'imbarcazione, facendo affogare la piccola Nuwa.

Nonostante la sua luce e il suo calore, l'imperatore Yan tentò in vano di riportare in vita il corpo della piccola Nuwa. Alla fine non gli rimase che soffrire da solo per la perdita della sua amata figlia.

Lo spirito della bambina però si rifiutò di lasciare questo mondo e si trasformò in un uccello, il mitologico uccello Jingwei. 

Ardente d'odio per quel mare che si era portato via la sua giovane vita, Jingwei iniziò a volare dalle montagne occidentali per raccogliere sassolini, innalzarsi sopra il mare e lanciare le piccole pietre fra le onde, fino al giorno in cui il mare fosse stato completamente riempito.

Un giorno, vedendo gli inutili sforzi del piccolo uccello, il mare parlò e ruggendo fra i denti lucenti della sua schiuma disse: "Uccellino, lascia perdere, non puoi riempire il mare, neanche se dovessi andare avanti per un milione di anni."

Alta sopra le onde, Jingwei rispose: "Anche se fossero necessari dieci milioni di anni, perfino se dovessi andare avanti fino alla fine del mondo, un giorno io ti riempirò!"

"Perché mi odi così tanto?" chiese il mare.

"Perché mi hai privata della vita e so che porterai via molte altre giovani vite innocenti." rispose l'uccello.

"Uccello sciocco. Se vuoi farlo, fallo!" la incalzò il mare ridendo.

"Voglio farlo e lo farò per sempre! Mare di dolore e di odio, un giorno io ti riempirò!"

Jingwei lasciò il mare e tornò alla montagna per prendere un'altro sassolino. Tornò al mare e lo gettò negli abissi. Continuò a volare avanti e indietro in questo modo, senza mai riposare, e ancora oggi continua a farlo.

Visita la nostra libreria

Visita la nostra libreria
Scopri la nostra raccolta di opere e arricchisci la tua casa con l'antica saggezza cinese.