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对牛弹琴

对牛弹琴
duì niú tán qín

Inutile ostinarsi a suonare una splendida melodia 
per chi non ha orecchie per intenderla.

对牛弹琴-duì niú tán qín


All'epoca dei regni combattenti viveva nello stato di Lu 鲁国 un famoso musicista di nome 公明仪 (Gōng míng yí) un vero maestro di 古琴 gǔqín: antico strumento a corde cinese.

Un bel giorno, visto il bel cielo azzurro solcato da nuvole bianche, decise di portare il suo strumento in campagna per suonare un po' all'aperto.

Quando si fu preparato, vide poco lontano da dove aveva preso posto una vecchia mucca al pascolo. In un attimo ebbe l'ispirazione, preparò il suo strumento, e si mise a suonare alcuni accordi per saggiare la reazione dell'animale.

Nonostante la musica meravigliosa, la vecchia mucca non ebbe la minima reazione, continuando a strappare l'erba e a ruminare del tutto indifferente.

Gōng míng yí pensò che alla vecchia mucca non piacesse quella musica, così la cambiò, ma nonostante la maestria dell'esecuzione, l'animale continuava imperterrito a mangiare l'erba, incurante della melodia.

Cambiò musica un'altra volta e un'altra ancora, ma la vecchia mucca continuava a non considerarlo minimamente. Alla fine, una volta che ebbe mangiato a sazietà, l'animale lentamente se ne andò.

Era davvero amareggiato. Al vederlo così abbattuto alcune persone lo consolarono dicendo: 
"Non sei tu a suonar male, era la mucca a cui suonavi che non capiva."
Non gli rimase altro da fare che riporre lo strumento e tornare a casa.

Oggi proprio per via di questo divertente racconto: 对牛弹琴 duì niú tán qín significa fare discorsi profondi e elevati a coloro che non sono incapaci di intenderli, molto simile a quello che in italiano conosciamo come: "dare le perle ai porci". 

对牛弹琴 duì niú tán qín è anche usato per prendere in giro colui che parla senza valutare bene chi sia l'interlocutore.

守株待兔 shǒuzhūdàitù - L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

守株待兔
shǒuzhūdàitù
L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

守株待兔 shǒuzhūdàitù - L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

Introduzione

Questo idioma è generalmente usato per descrivere qualcuno che si affida all'esperienza senza sapere come adattarsi, o chi ha l'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla.

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Chengyu: Proverbi e Detti Cinesi - I Modi di Dire e le Espressioni Cinesi Più Usati: Storie Illustrate con Pinyin


Storia in italiano di 守株待兔

In una lontana primavera, nel regno di Song, viveva un contadino.

Un giorno, mentre stava lavorando nel proprio campo, vidde un coniglio che correva velocemente in direzione di un grande albero. Il coniglio caddé a terra e da allora non si mosse più.

Quando il contadino andò a vedere, scoprì che il povero animale correva così forte che era andato a sbattere contro l’albero, rompendosi l’osso del collo. L'uomo allora, pieno di felicità per quella facile e inaspettata preda, raccolse il coniglio, lo portò a casa e se lo mangiò.

Da quel giorno, convinto di poter replicare tanta fortuna, smise di lavorare il campo e iniziò a starsene tutto il giorno vicino al grande albero credendo che avrebbe sicuramente visto un’atro coniglio fare la stessa fine. 

Inutile dire che aspettò molto a lungo, ma di conigli non ne vide nessuno.

I vicini, vedendo il contadino che se ne stava tutto il giorno a guardia dell’albero e che dovunque nel campo erano ormai cresciute le erbacce, chiesero spiegazioni; tuttavia appena seppero il motivo di quell’insolito comportamento, non poterono fare a meno di esplodere in una grande risata: “Quel contadino era probabilmente uno stolto! Come poteva essere che un altro coniglio andasse di nuovo a sbattere nell’albero?

农夫与蛇 Nóngfū yǔ shé - Il contadino ed il Serpente

农夫与蛇
Nóngfū yǔ shé
Il contadino ed il Serpente 

农夫与蛇 Nóngfū yǔ shé - Il contadino ed il Serpente

Tanto tempo fa, un contadino dal cuore buono e gentile percorreva lentamente un sentiero tra i campi innevati. Il paesaggio era avvolto in un silenzio ovattato, interrotto solo dal fruscio dei suoi passi sulla neve fresca. A un tratto, il suo sguardo si posò su una figura scura, appena distinguibile sul candido manto. Era un serpente, irrigidito dal gelo, immobile e apparentemente privo di vita.

Il cuore del contadino si strinse: Povera creatura," pensò. "Non merita di morire così."

Senza esitare, si chinò, raccolse il serpente e lo avvolse tra le sue braccia, cercando di scaldarlo con il proprio corpo. "Ti porterò a casa," mormorò. "Lì starai al sicuro."

Mentre camminava, il tepore del suo petto iniziò a ravvivare il serpente. Lentamente, la creatura riacquistò le forze. Ma proprio quando sembrava che il peggio fosse passato, il serpente si rivoltò e, con un gesto fulmineo, morse il contadino al petto.

Un dolore lancinante fece vacillare l'uomo che cadde sulla neve, il morso bruciava come fuoco, mentre il veleno si diffondeva nel suo corpo. Guardò il serpente, incredulo, e con un filo di voce chiese: "Perché? Io ti ho salvato la vita!"

Il serpente lo fissò con occhi gelidi e sibilò: "Non dimenticare: sono un serpente. Questa è la mia natura."

Senza un’ombra di rimorso, la creatura strisciò via, lasciando il contadino morente sulla neve:

"Ho avuto pietà di chi non conosce gratitudine. È stata la mia ingenuità a condurmi a questa fine."

E così, abbandonato nel silenzio dei campi innevati, il contadino esalò il suo ultimo respiro.

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