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夕阳无限好,只是近黄昏 xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo

夕阳无限好,只是近黄昏
xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn
La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo


夕阳无限好,只是近黄昏 xī yáng wú xiàn hǎo, zhǐ shì jìn huáng hūn La bellezza del tramonto è senza fine, solo perché prelude al crepuscolo



Sul far della sera mi sento inquieto, 

guido il mio carro verso l’antico altopiano.  

La bellezza del tramonto è senza limite…

Il pennello si ferma. Il pensiero si sospende. Il mio cuore cerca le parole, ma la mano resta immobile, incapace di andare oltre.  

È forse l’inquietudine a impedirmi di terminare questa poesia?

Ripenso al passato. Quante volte sono tornato in questo luogo per leggere, meditare o scrivere poesie. Seduto tra alberi da frutto e crisantemi, quante parole e riflessioni ho affidato alla carta, quanti colleghi e funzionari ho intrattenuto nei padiglioni del parco, quanti epitaffi ho scritto per i templi e le tombe.

Eppure, così poco riconoscimento. Molti di loro mi avranno già dimenticato. 

Non mi sento di biasimarli, dopotutto, che poeta sono se persino davanti a questo incantevole tramonto non riesco a trovare parole degne della sua bellezza?

Dovrebbe essere facile, e invece…

Il pennello immobile nella mano, lo sguardo perso nel cielo dorato. Lentamente tutti se ne vanno, lasciandomi da solo. 

I colori del cielo si fanno via via più vivi, le nuvole sembrano incendiarsi, il sole accarezza le chiome degli alberi con tinte infuocate, eppure, il suono dei miei pensieri è un frastuono.  

Mi prendi in giro, tramonto? Cerco di descriverti, ma tu diventi ogni istante più bello. Vanifichi le mie parole, ti fai beffe dei miei limiti e mi spingi perfino a invidiare l’autore di tanta meraviglia.  

Perché lo fai?

Sono ormai solo nel turbine dei miei pensieri. L’inquietudine mi sommerge. Un rumore alle spalle mi fa voltare di scatto — forse un animale? Sarà pericoloso?

Niente. Solo il mio carro, immobile, avvolto nell’ombra.  

L’ultimo raggio è svanito mentre ero voltato. Ora il buio striscia ovunque, come una coltre fredda e silenziosa che ricopre il mondo.

Guardo il foglio. Una macchia d’inchiostro si è espansa sotto la mia mano. Nera, silenziosa, uno spazio vuoto e freddo in cui non c’è più posto per alcuna parola. Che strano. Anche la mia mente adesso è quieta.

Oh, calda luce del tramonto, di cui ho tanto cercato le parole…  

Ora non sei che un ricordo.  

Non ho più tempo di scrivere — né tempo mi serve.  

La tua immagine, pura e perfetta, arriva fino a me proprio adesso che non ci sei più.

Comprendo, ora che nessun apprezzamento può aggiungere nulla alla tua perfezione, così come nessun riconoscimento può aggiungere nulla alla vera poesia del cuore.

Non esiste parola che possa rendere eterno ciò che è già senza limite ma è la sua effimera esistenza che lo rende indimenticabile.

Finalmente con il cuore in pace so come concludere questa poesia...

《登乐游原》 di 李商隐 (Li Shangyin)

向晚意不适  
Sul far della sera, mi sento inquieto

驱车登古原  
così salgo in carro sull’antico altopiano.

夕阳无限好 
La bellezza del tramonto è senza fine,

只是近黄昏  
questo perché il crepuscolo è vicino.


Due parole su questa bellissima poesia

Questa splendida poesia di Li Shangyin, poeta di cui avrete sicuramente letto in questo blog e che spero abbiate imparato ad amare, cattura l’istante in cui la luce del giorno si spegne ed è proprio nel suo svanire che ne risiede la bellezza.

Sebbene il racconto sia frutto di fantasia, l'altopiano di 乐游 (Leyou) è realmente esistito e, durante la dinastia Tang, rappresentava un luogo di ritiro privilegiato per nobili e letterati, che vi si recavano per ammirare le bellezze della natura e indulgere nella poesia e nella letteratura.

Questo racconto cerca anche di descrivere lo stato d'animo di Li Shangyin che, sebbene immerso in un meraviglioso giardino al tramonto, si sentiva emarginato dalla vita di funzionario e di letterato. La poesia da lui composta, struggente ma anche ricca di significato, fissa nel tempo un momento di contemplazione in cui l’esterno (il paesaggio) si fonde con l’interno (l’anima del poeta).

Ci sono esperienze meravigliose nella vita che non è possibile giudicare con le sole parole, così come persone dalla sensibilità e dal talento straordinari che a volte non siamo in grado di comprendere appieno. Eppure entrambe lasciano un segno indelebile nella memoria, e forse è proprio la loro breve permanenza che ci permette di coglierne la bellezza.

Da questa celebre poesia nasce il modo di dire 夕阳无限好 (xī yáng wú xiàn hǎo), che indica la bellezza effimera delle cose nel momento del loro svanire, o la gloria tardiva che arriva quando il tempo per goderne è ormai quasi passato.

A tutti coloro che desiderano conoscere meglio la poesia cinese consiglio questo libro della mia amica Chen Chong: Il regno incantato della poesia cinese

庄子中的成语故事 zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì - Storie chengyu dello Zhuangzi

庄子中的成语故
zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì
Storie chengyu dello Zhuangzi

庄子中的成语故事 zhuāngzǐ zhōng de chéngyǔ gùshì - Storie chengyu dello Zhuangzi


Carissimi amici, quest’oggi parliamo di 庄子 (Zhuāngzǐ), uno straordinario filosofo vissuto nell’epoca degli Stati Combattenti.

Zhuangzi è una figura centrale nel Taoismo e nella cultura cinese. Il suo pensiero, ricco di umorismo, paradossi e profonde riflessioni sull’esistenza, ha influenzato generazioni di artisti, filosofi e pensatori.

Il suo insegnamento è racchiuso nello scritto omonimo, 《庄子》Zhuangzi, un vero e proprio tesoro di storie chengyu dal significato profondo. 😊

In questo articolo, oltre a un ritratto generale dell’uomo e del suo pensiero, scoprirete le principali storie chengyu dello Zhuangzi e il loro significato.

Buona lettura...


Indice dei contenuti


Chi sogni chi?

Siedo sulla riva sassosa del Fiume Giallo dove l'acqua si confonde con il cielo. Attorno a me, i miei discepoli ascoltano tra i salici. 

Una donna chiede: "Come evitare di essere travolti dagli eventi?" 

Raccolgo un filo d’erba e lo sollevo al vento: “La mantide che cerca di fermare un carro viene schiacciata, chi resiste alla corrente si spezza, ma chi si flette come questo filo d’erba sopravvive all'uragano." 

Un giovane con occhi ardenti si sporge: "Maestro, parli sempre del ‘viaggio libero’. Come posso intraprenderlo se sono legato alla mia famiglia, al mio villaggio?"

Prendo una foglia di salice e la pongo sull'acqua:

“Il saggio cavalca il vento oltre i monti Kunlun, ma il suo cuore resta leggero come questa foglia. Perché la libertà non è nei passi, ma nello sguardo”

Un uomo replica: "Io possiedo già tutto ciò che serve a un uomo per vivere, perché dovrei dedicarmi al viaggio di cui parli?" Scoppio a ridere: “Alla rana del pozzo non si può parlare del mare - è limitata dal suo spazio. Più piccolo è il mondo che conosci, più grande diventa il tuo orgoglio." 

Il vento si alza, portando con sé semi di cardo. Fisso l'orizzonte, dove il tempo si annoda.

Un’immagine, quasi una premunizione, mi attraversa la mente e sorridendo guardo i miei cari discepoli, come a svelar loro un segreto. 

"Tra duemila anni qualcuno leggerà queste parole. Non su rotoli di bambù, ma con strumenti inimmaginabili - luci fredde, occhi di vetro. Forse siederà in una terra lontana, dove si parla una lingua sconosciuta..." 

Una risata mi sfugge. 

"E in quell'istante, caro lettore di chengyugushi italiano, sarò te. O tu sarai me? Chi sogna chi? Forse questa pietra è il tuo schermo luminoso, questo fiume la corrente che chiamate 'Internet'. 

Forse sei tu che in questo momento credi di leggere le mie parole, o forse sono io che sto immaginando di essere te. Ma come faccio a saperlo se sei già parte della mia immaginazione?" 

Rido fragorosamente. I discepoli si guardano, confusi, di chi stava parlando? 

Li osservo con sguardo sornione e benevolo: “Ieri notte ho sognato di essere una farfalla. Ora sono Zhuang Zhou. Ma forse... sono ancora una farfalla che sogna di essere Zhuang Zhou.”


Chi era Zhuangzi?

Zhuangzi, noto anche come Zhuang Zhou, è stato uno dei più importanti filosofi taoisti della Cina antica. Visse tra il IV e il III secolo a.C., durante il periodo degli Stati Combattenti.

Il suo nome è legato all'opera omonima《庄子》 (Zhuangzi), testo che raccoglie i dialoghi, le storie e le parabole di questo grande pensatore ed è diventato uno dei pilastri del Taoismo insieme al 《道德经》 (Dao De Jing) di Laozi.

Zhuangzi era un filosofo davvero innovativo, capace di pensare fuori dagli schemi. La sua filosofia era profonda e al tempo stesso ricca di umorismo. Attraverso un uso intelligente di metafore e paradossi, esplorava temi come la natura della realtà, la libertà spirituale e l'armonia con il Dao (道), sfidando al contempo le convenzioni sociali dell'epoca.

La sua filosofia non si limita a concetti teorici, ma offre risposte pratiche a diversi aspetti della vita quotidiana, invitando a vivere in modo spontaneo e naturale.


Temi principali del pensiero di Zhuangzi

Il pensiero di Zhuangzi è ricco e multisfaccettato, tuttavia, esiste un tema centrale che attraversa la sua opera: la necessità di vivere in armonia con il Dao, in sintonia con tutto ciò che ci circonda. Felicità e saggezza nascono dall’allinearsi a questo principio fondamentale.

Dove c’è il Dao, non c’è sforzo, non c’è lotta: ogni cosa scorre in modo naturale e spontaneo. Come dice Zhuangzi:

"Il Dao non ha forma, non ha limiti. È come un fiume che scorre, senza sforzo, senza fine. Chi cerca di opporsi al Dao è come chi cerca di fermare un fiume con le mani: non farà che bagnarsi."

Questo concetto è legato all'idea del "non agire" wu wei (无为), che non significa inattività, sedentarietà o pigrizia, anzi, l'esatto contrario. Significa agire in modo naturale, senza forzature, lasciare che le proprie azioni e pensieri seguano il corso naturale della corrente della vita.

Il Dao diventa così non solo una forza che guida l’evoluzione, ma anche una fonte inesauribile di saggezza. Chi si oppone a questo naturale fluire dell’universo lo fa spesso a causa della propria visione limitata delle cose. Che questa limitazione derivi da fattori esterni, come nella storia della rana nel pozzo, o dai propri difetti, come nel racconto della mantide che cercò di fermare il carro, opporsi al Dao significa nuocere a se stessi e, in fondo, rendersi anche un po’ ridicoli.

Zhuangzi sostiene che tutte le prospettive sono relative e usa paradossi e storie per mostrare come le distinzioni tra bene e male, giusto e sbagliato, siano spesso arbitrarie. Questo relativismo si riflette anche nel suo approccio alla vita, che invita a superare le rigidità mentali e ad abbracciare la fluidità dell'esistenza. Così il Dao diventa verità oggettiva, ma si tratta di verità in azione istante per istante, che appena percepita cambia ed evolve in qualcosa di nuovo. Inutile fossilizzarsi nelle proprie idee e nei propri concetti.

"Quando diciamo 'questo è giusto' e 'questo è sbagliato', stiamo solo esprimendo la nostra prospettiva limitata. Chi può dire cosa è veramente giusto o sbagliato?"

Seguire la via del Dao diventa pertanto un continuo viaggio esperienziale, in cui la libertà da preconcetti e dalla nostra visione limitata delle cose diventa un requisito fondamentale per lasciarsi trasportare da questa corrente mistica. Zhuangzi parla spesso di questa esperienza chiamandola: "viaggio libero" (逍遥游, xiāoyáo yóu).

"Il saggio che vive nel viaggio libero è come una foglia che danza nel vento. Non si oppone, non resiste, ma segue il flusso naturale delle cose."

Per chi volesse aggiungere quest'opera immortale alla propria libreria, ecco dove acquistarla: 

Zhuang-zi (Chuang-tzu)


Alcune celebri storie chengyu tratte dallo Zhuangzi

Ecco le più famose storie chengyu tratte dallo Zhuangzi. Per ogni storia troverete il capitolo, un estratto del testo originale, la traduzione, il significato e la descrizione del chengyu associato.


庖丁解牛 (Páo Dīng jiě niú): "Il cuoco Ding che smembra un bue"

Origine: Capitolo 3《养生主》(yǎng shēng zhǔ).

Testo originale:

庖丁为文惠君解牛,手之所触,肩之所倚,足之所履,膝之所踦,砉然向然,奏刀騞然,莫不中音。合于《桑林》之舞,乃中《经首》之会。

Storia: Il cuoco Ding è così abile nel tagliare un bue che il suo coltello non si consuma mai. Spiega che non usa la forza, ma segue le linee naturali della carne, agendo in armonia con il Dao. La sua maestria è tale che i suoi movimenti sembrano una danza, e il suono del suo coltello è come una musica.

Significato: Questa storia rappresenta l'ideale taoista del wu wei (无为), ovvero "agire senza forzature". Descrive una maestria che deriva dalla pratica e dall'armonia con le leggi naturali, piuttosto che dallo sforzo o dalla forza bruta.

Chengyu associato游刃有余 (yóu rèn yǒu yú) – "Avere spazio per muovere il coltello". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che agisce con facilità e abilità, grazie alla sua esperienza e alla sua armonia con le circostanze.


螳臂当车 (táng bì dāng chē): "La mantide che cerca di fermare un carro"

Origine: Capitolo 20《山木》(shān mù).

Testo originale:

螳螂怒其臂以当车辙,不知其不胜任也。

Storia: Una mantide religiosa, vedendo un carro avanzare verso di lei, alza le zampe per cercare di fermarlo. Nonostante il suo coraggio, la mantide è troppo piccola e debole per avere alcun effetto sul carro, che la travolge senza neppure accorgersene.

Significato: Questa storia critica l'arroganza e l'ignoranza di chi cerca di opporsi a forze molto più grandi di sé. Zhuangzi usa questa parabola per mostrare che agire senza consapevolezza delle proprie limitazioni può portare solo a fallimento e disastro.

Chengyu associato: 螳臂当车 (táng bì dāng chē) – "La mantide che cerca di fermare un carro". Questo chengyu è usato per descrivere un'azione imprudente e destinata al fallimento.


相濡以沫 (xiāng rú yǐ mò): "Bagnarsi l'un l'altro con la schiuma"

Origine: Capitolo 6 《大宗师》(dà zōng shī).

Testo originale:

泉涸,鱼相与处于陆,相呴以湿,相濡以沫,不如相忘于江湖。

Storia: Due pesci si trovano in una pozza d'acqua che si sta prosciugando. Per sopravvivere, si bagnano l'un l'altro con la schiuma, cercando di mantenere l'umidità. Tuttavia, Zhuangzi suggerisce che sarebbe meglio per loro dimenticarsi l'un l'altro e tornare al vasto fiume, dove non avrebbero bisogno di aiutarsi in questo modo.

Significato: Questa storia rappresenta l'importanza dell'indipendenza e della libertà. Aiutarsi in momenti di difficoltà è nobile, ma Zhuangzi invita a cercare una soluzione più profonda, che permetta a ciascuno di vivere in armonia con il proprio ambiente naturale.

Chengyu associato: 相濡以沫 (xiāng rú yǐ mò) – "Bagnarsi l'un l'altro con la schiuma". Questo chengyu è usato per descrivere un aiuto reciproco in situazioni difficili.


朝三暮四 (zhāo sān mù sì): "Tre al mattino e quattro alla sera"

Origine: Capitolo 2 《齐物论》(qí wù lùn).

Testo originale:

狙公赋芧,曰:“朝三而暮四。”众狙皆怒。曰:“然则朝四而暮三。”众狙皆悦。

Storia: Un allevatore di scimmie promette loro tre castagne al mattino e quattro alla sera. Le scimmie si arrabbiano, ma quando l'uomo inverte l'ordine (quattro al mattino e tre alla sera), sono soddisfatte. In realtà, la quantità totale di castagne rimane la stessa.

Significato: Questa storia illustra come le persone possano essere ingannate da cambiamenti superficiali, senza rendersi conto che la sostanza rimane la stessa. Zhuangzi critica l'illusione e l'incapacità di vedere oltre le apparenze.

Chengyu associato: 朝三暮四 (zhāo sān mù sì) – "Tre al mattino e quattro alla sera". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che cambia idea frequentemente o che inganna gli altri con trucchi superficiali.


邯郸学步 (Hán Dān xué bù): "Imparare a camminare a Handan"

Origine: Capitolo 17《秋水》(qiū shuǐ).

Testo originale:

且子独不闻夫寿陵余子之学行于邯郸与?未得国能,又失其故行矣,直匍匐而归耳。

Storia: Un uomo va a Handan, una città famosa per l'eleganza dei suoi abitanti, per imparare a camminare come loro. Alla fine, non solo non impara il nuovo modo di camminare, ma dimentica anche come camminava prima ed è costretto a strisciare per tornare a casa.

Significato: Questa storia critica chi cerca di imitare gli altri perdendo la propria identità. Zhuangzi invita a valorizzare la propria natura e a non cercare di diventare qualcun altro.

Chengyu associato: 邯郸学步 (Hán Dān xué bù) – "Imparare a camminare a Handan". Questo chengyu è usato per descrivere qualcuno che, cercando di imitare gli altri, perde le proprie capacità.


庄周梦蝶 (Zhuāng Zhōu mèng dié): "Zhuang Zhou sogna di essere una farfalla"

Origine: Capitolo 2《齐物论》(qí wù lùn).




Testo originale:

昔者庄周梦为胡蝶,栩栩然胡蝶也,自喻适志与!不知周也。俄然觉,则蘧蘧然周也。不知周之梦为胡蝶与,胡蝶之梦为周与?周与胡蝶,则必有分矣。此之谓物化。

Storia: Zhuangzi sogna di essere una farfalla che vola libera e felice. Al risveglio, si chiede se sia Zhuangzi che ha sognato di essere una farfalla o una farfalla che sta sognando di essere Zhuangzi. Questa storia mette in discussione la natura della realtà e dell'identità.

Significato: Zhuang Zhou che sogna di essere una farfalla rappresenta la fluidità tra realtà e illusione. Zhuangzi invita a riflettere sulla natura della percezione e sull'idea che i confini tra sé e il mondo siano spesso sfumati e illusori.

Chengyu associato: 庄周梦蝶 (Zhuāng Zhōu mèng dié) – "Zhuang Zhou sogna di essere una farfalla". Questo chengyu è usato per descrivere la fluidità tra realtà e illusione.

盲人摸象 mángrénmōxiàng - Una visione limitata non piò conoscere la verità

盲人摸象
mángrénmōxiàng
Una visione limitata
non piò conoscere la verità


Una breve introduzione alla storia di oggi

Il 大般涅槃经 (dà bān nièpán jīng) è il Sutra del Nirvana, noto anche come Mahayana Mahaparinirvana, e la storia di oggi è tratta proprio da questo antichissimo testo buddista.

Si tratta di una storia molto famosa non solo in India (vero luogo di origine), ma anche in Cina, in Giappone e perfino in Occidente, dove è stata resa famosa dalla poesia The Blind Men and the Elephant di John Godfrey Saxe (XIX secolo). Saxe si ispirò a questa storia per scrivere una poesia omonima, ironizzando sulle persone che litigano a causa della loro ostinazione.

Questa storia, di natura buddhista, insegna che la realtà percepita dai sensi è spesso incompleta e parziale e che la mente può rivelarsi un’illusoria consigliera. Infatti, concentrandoci solo su un dettaglio, rischiamo di fraintendere la vera natura delle cose.

Da questa storia, che a breve leggerete, deriva l'idioma chengyu 盲人摸象 (máng rén mō xiàng), che significa letteralmente "i ciechi che toccano un elefante", un'espressione che indica come una visione limitata non può conoscere la verità.

In giapponese, il proverbio corrispondente a "I ciechi e l'elefante" è: 群盲象を评す (Gunmō zō o hyōsu), che significa che le persone comuni spesso non riescono a comprendere i grandi uomini.

Vi lasciamo alla lettura di questo articolo della nostra Ruiwen Zhu, ma prima vi ricordiamo che se anche voi siete appassionati di chengyu, ecco un testo che non potete non avere nella vostra libreria.

Chengyu: caratteristiche e apprendimento delle espressioni idiomatiche cinesi



La storia di 盲人摸象 i ciechi che toccano l'elefante

C'era una volta, in un piccolo regno, una famiglia composta da quattro fratelli ciechi.

Il re di quel regno aveva da poco ricevuto in dono un elefante, e tutti e quattro i fratelli erano molto curiosi di sapere come fosse. 

Il sovrano, avendo sentito parlare del desiderio della famiglia da un ministro, decise di esaudirlo e invitò i quattro uomini a palazzo affinché potessero toccare con mano l'animale.

Quel giorno, finalmente, ebbero l'opportunità di toccare quella enorme bestia e avvicinandosi con un po' di esitazione iniziarono a toccarla, ciascuno a modo proprio.

Il cieco grasso fu il primo a toccare la lunga zanna dell'elefante e gridò eccitato: "Ah, ho capito! L'elefante non è altro che una grande, dura e liscia carota!"

Il cieco alto toccò l'orecchio dell'elefante, che si muoveva come un ventaglio, e scosse la testa: "No, no, l'elefante è chiaramente un enorme ventaglio che può creare un forte vento!"

Il cieco basso abbracciò la zampa robusta dell'elefante e gridò sorpreso: "Vi sbagliate tutti! L'elefante non è una carota né un ventaglio, è chiaramente una solida colonna!"

Il cieco magro, che stava in piedi dietro, toccò la coda dell'elefante e replicò con disappunto: "Che state dicendo? L'elefante è molto piccolo, è solo una lunga e sottile corda di paglia!"

I quattro ciechi litigarono animatamente, ciascuno convinto che la propria descrizione fosse quella corretta e sospettando che gli altri non dicessero la verità. Alla fine, arrivarono persino alle mani.

Tuttavia, l'elefante non era né una carota, né un ventaglio, né una colonna né una corda di paglia, ma un'enorme creatura. Ciascuno di loro aveva toccato solo una parte dell'elefante, credendo erroneamente di averne compreso l'intera verità.

Questa storia ci insegna che non si può giudicare qualcosa in modo parziale: solo vedendo il quadro completo si può veramente comprendere la vera natura delle cose.


Il ventaglio di paglia e la corda di paglia nella vita tradizionale cinese

Ventaglio di paglia (蒲扇, Pú shàn): Un grande ventaglio realizzato con paglia o bambù, utilizzato principalmente per rinfrescarsi, molto comune nell'antica Cina e nelle zone rurali.

Corda di paglia (草绳, Cǎo shéng): Una corda fatta di paglia, canapa o altre fibre vegetali, usata in passato in Cina per legare oggetti o per scopi agricoli.



Di Ruiwen Zhu

盲人摸象

来源:
“盲人摸象”是中国古代的寓言故事,最早见于佛教经典《涅槃经》,后被广泛流传并成为成语。这个故事通过几个盲人分别触摸大象不同部位,却各执己见的情节,比喻人们对事物的认知往往局限于自己的片面经验,而无法全面把握整体。

相似的其他寓言
在日语中,与“盲人摸象”相对应的谚语是“群盲象を评す”意思是伟人常常无法被普通人理解;另外这个寓言与西方传说中的《The Blind Men and the Elephant》相似,在许多文化中都有类似的故事。例如,19世纪英国诗人 John Godfrey Saxe 曾以此故事为灵感,创作了一首同名诗歌,讽刺人们因固执己见而争论不休。

故事:
从前,在一个小小的国度里,有着四个盲人组成的小家庭!他们从未见过大象,对大象的模样充满了好奇。国王从大臣那里听说了盲人一家的愿望,正好国王有一头可爱的大象,所以国王邀请盲人一家来到王宫近距离接触大象。这天,他们终于有机会亲手触摸这庞然大物,便兴奋地围了上去,各自摸索着。
胖盲人第一个摸到了大象长长的象牙,兴奋地喊道:“哈哈,我知道了!大象不就是个又大、又硬、又光滑的大萝卜嘛!”
高个子盲人摸到的是大象扇动的耳朵,他连连摇头:“不对,不对,大象明明是一把巨大的蒲扇,能扇出呼呼的风呢!”
矮个子盲人则抱住了大象粗壮的腿,惊讶地喊道:“你们都错了!大象根本不是萝卜,也不是蒲扇,它分明是一根结实的大柱子!”
站在最后的瘦盲人摸到了大象的尾巴,他不服气地反驳:“你们在胡说些什么?大象小得很,它就是一根细长的草绳嘛!”
四个盲人争得面红耳赤,谁也不肯让步,都坚信自己摸到的才是大象真正的样子,怀疑其他人没有说实话,于是大打出手。
然而,这只大象既不是萝卜,也不是蒲扇,更不是柱子或草绳,而是一个庞然大物,他们每个人都只摸到了大象的一部分,却误以为自己掌握了全部真相。
这个故事告诉我们,观察事物不能片面而论,只有看到全局,才能真正了解事物的本质。

蒲扇和草绳是中国传统生活中的常见物品
* 蒲扇(pú shàn):是一种用蒲草或竹子编制的大扇子,主要用于纳凉,在中国古代和农村地区十分常见
* 草绳(cǎo shéng):是一种用稻草、麻或其他植物纤维编织成的绳子,在中国过去常用于捆绑物品或农作用途。

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