Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti. Puoi scegliere se accettarli o rifiutarli.

马到成功 mǎdàochénggōng - All’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria

 马到成功
mǎdàochénggōng
All’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria



那老尉迟这一去,马到成功。
Nà lǎo Yùchí zhè yī qù, mǎ dào chénggōng.
Una volta che il vecchio Yuchi sarà partito, all’arrivo dei cavalli, arriverà la vittoria.

元·无名氏《小尉迟》第二折
Yuán · Wúmíngshì 《Xiǎo Yùchí》 dì èr zhé
Dinastia Yuan · autore anonimo: Il Giovane Yuchi, secondo atto 

 
Carissime lettrici e carissimi lettori,

Questa citazione, tratta da un’opera teatrale della dinastia Yuan, è la fonte originale del chengyu 马到成功 (mǎdàochénggōng – “all’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria”). 

Si tratta di un’espressione ampiamente utilizzata per descrivere un successo che arriva rapido e inarrestabile. Tuttavia nell’uso contemporaneo, si impiega anche per augurare a qualcuno un esito favorevole con la massima rapidità, spesso in occasione di eventi significativi come un esame, un nuovo lavoro o un progetto importante. 

Ecco perché ci è sembrato il chengyu perfetto per augurare a tutti un anno del cavallo ricco di successi e di nuovi traguardi.

Ma non vi rubo altro tempo e vi lascio a questa nuova storia, per svelare pian piano il senso profondo di questo nostro augurio per voi.

Il Giovane Yuchi

Ambientata durante la turbolenta transizione tra le dinastie Sui e Tang, quest’opera teatrale in quattro atti narra la drammatica vicenda di 尉迟敬德 (Yùchí Jìngdé), celebre generale dei Tang, e di suo figlio 尉迟保林 (Yùchí Bǎolín). Separati per vent’anni dal destino e dalla guerra.

La storia si apre due decenni prima degli eventi principali. All’epoca Yuchi Jingde era generale al servizio di 刘武周 (Liú Wǔzhōu), feroce signore della guerra delle tribù del nord. Quando il suo signore fu sconfitto in battaglia, Yuchi Jingde decise di abbandonarlo e di porsi al servizio dell’imperatore Tang, iniziando così la carriera che lo avrebbe reso leggendario. 

Nella fuga però, non poté portare con sé sul figlio: Yuchi Baolin, all'epoca un bambino di appena tre anni e fu costretto ad affidarlo a un servo fedele, un vecchio dal cuore gentile di nome 宇文庆 (Yǔwén Qìng), con la speranza di tornare un giorno a riprenderlo. 

Ma quel giorno non arrivò mai.

Il bambino e il vecchio servo caddero infatti, nelle mani di 刘季真 (Liú Jìzhēn), capo dei barbari e figlio di Liu Wuzhou. Questi, non avendo figli suoi decise di adottare il bambino e lo chiamò 刘无敌 (Liú Wúdí). 

Da quel momento chiunque avesse rivelato al giovane la verità sulle sue origini avrebbe pagato con la vita.

Gli anni passarono. Il bambino crebbe forte e valoroso, proprio come suo padre, ignaro della propria identità. La sua abilità nelle arti marziali divennero leggendaria tra le tribù del nord e un giorno Liu Jizhen lo convocò.

«Figliolo, i nostri nemici sono deboli e stanchi. Prendi l’esercito e sfida quel vecchio di Yuchi Jingde. Lui è anziano, tu sei giovane e nel pieno delle forze. Lo sconfiggerai facilmente, e poi marceremo su Chang’an per conquistare tutto.» 

Liu Wudi esultò: finalmente avrebbe mostrato al mondo il proprio valore.
Per difendersi dall’imminente attacco, Yuchi Jingde venne richiamato in servizio nonostante l’età avanzata. 

Ed è qui che, per la prima volta nell’opera e nella storia, risuona il chengyu 马到成功 (mǎ dào chéng gōng). Infatti, quando il generale accettò la sfida, i ministri Tang dichiarano con fiducia:

«那老尉迟这一去,马到成功»
Nà lǎo Yùchí zhè yī qù, mǎ dào chénggōng
Quel vecchio Yuchi, ovunque vada il successo è immediato.

Fiduciosi che l’esperienza e il valore del generale lo avrebbero condotto ad una rapida vittoria.

La notte prima della battaglia, il vecchio Yuwen Qing si avvicinò al giovane guerriero e dopo aver allontanato le guardie, gli rivelò la verità:

«Tu non sei figlio di Liu Jizhen. Tuo padre è proprio l’uomo che stai per affrontare. Ti chiamavi Yuchi Baolin. Vent’anni fa tuo padre ti affidò a me, sperando di tornare. Ho custodito questo segreto per tutto questo tempo, ma adesso è il momento che tu sappia la verità.»

E gli mostrò la frusta d’acciaio che il padre gli aveva lasciato.

Il giovane fu sconvolto da quella rivelazione, ma non ebbe però tempo di riflettere: l’alba portava con sé la battaglia.

Sul campo, i due guerrieri si affrontarono davanti agli eserciti schierati. Liu Wudi osservò l’uomo anziano, dalla barba grigia e la frusta in pugno, e riconobbe in lui i lineamenti che vedeva ogni mattina allo specchio. Combatté con prudenza, parando senza mai colpire davvero. Poi, fingendo difficoltà, si ritirò verso una collina lontana.

Yuchi Jingde lo inseguì d’istinto.

Quando furono soli, lontani da migliaia di occhi, il giovane scese da cavallo, si inginocchiò e porse la frusta.

Il vecchio generale riconobbe l’arma, la stessa su cui aveva inciso un segno vent’anni prima, sentì il cuore sciogliersi in un misto di gioia e dolore e in lacrime lo abbracciò. Aveva ritrovato il figlio perduto.

Ma il giovane non voleva tornare a mani vuote.

«Lasciatemi tornare tra i nemici», disse. «Catturerò Liu Jizhen e lo offrirò all’imperatore. Così avrò onorato il mio nome e il mio sangue.»

Ritornò all’accampamento, radunò i suoi uomini più fedeli e catturò l’uomo che lo aveva cresciuto nella menzogna. Condotto davanti ai ministri Tang, Liu Jizhen gridò rabbia e disprezzo, ma nessuno lo ascoltò: la sua sorte era segnata.

L’imperatore Taizong, riconoscendo la lealtà e il valore di entrambi, ricompensò padre e figlio. Yuchi Jingde ricevette terre e oro; Yuchi Baolin fu nominato generale, destinato a proseguire la gloria familiare. Anche il vecchio Yuwen Qing venne onorato e visse i suoi ultimi anni circondato dal rispetto e dall’affetto di quella famiglia che aveva contribuito a riunire.

Dopo tanti anni padre e figlio si erano finalmente riuniti.


Il Chengyu "马到成功" nell'Opera

Il chengyu "马到成功" (Mǎ dào chénggōng) significa letteralmente "all’arrivo dei cavalli, arriva la vittoria" e viene utilizzato per descrivere un successo che arriva rapido e senza ostacoli.

Nell'opera, questo concetto si manifesta in due modi:

Nella speranza della corte Tang che il vecchio Yuchi, nonostante l'età, possa ottenere una vittoria rapida contro Liu Wudi, confidando nella sua esperienza e nella sua leggendaria abilità con la frusta.

Nell'ironia della situazione: ciò che nessuno sa è che il "successo immediato" non arriverà attraverso la sconfitta del nemico, ma attraverso il ricongiungimento familiare. Quando Yuchi Jingde e Liu Wudi si riconoscono, la vera vittoria non è militare ma umana: il cavallo è arrivato, e con lui è arrivato il successo del ricongiungimento del padre con il figlio.

"马到成功" è pertanto anche una bellissima frase di augurio. Non augura semplicemente la fortuna, ma un trionfo così meritato e naturale da sembrare scritto nel destino. Ed è l’augurio per voi carissime lettrici e carissimi lettori, per un felice e prospero anno del cavallo, che tutti i vostri progetti possano arrivare a compimento.

马到成功!

Federico Zinelli

Visita la nostra libreria

Visita la nostra libreria
Scopri la nostra raccolta di opere e arricchisci la tua casa con l'antica saggezza cinese.