解铃系铃
Jiě lǐng xì líng
Slegare il campanello, legare il campanello
Carissime lettrici e carissimi lettori,
oggi vorrei farvi un indovinello...
"Se al collo della tigre è legato un campanello, chi è in grado di scioglierlo?"
Per sapere la risposta non vi resta che leggere questa storia, scoprendo così anche il significato di questo interessante chengyu.
Buona lettura.
Il campanello al collo della tigre
Durante la dinastia Tang (唐朝 táng cháo), nell'attuale città di Nanchino, allora conosciuta come 金陵 (jīn líng), v'era il monastero 清凉寺 (qīng liáng sì, Tempio della Fresca Purezza o Tempio Qing Liang) dove viveva il monaco 法灯禅师 (Fǎ Dēng Chán Shī - Maestro Fa Deng).
Fa Deng aveva un carattere pigro e indisciplinato: non seguiva con rigore i precetti dell’insegnamento buddista e, giorno dopo giorno, sembrava non combinare nulla. Per questo motivo si era attirato le antipatie degli altri monaci.
L’abate del monastero, 法眼禅师 (Fǎ Yǎn Chán Shī, Maestro Fa Yan), tuttavia, lo teneva in grande considerazione. Egli sapeva che, nonostante l’apparente lentezza, Fa Deng possedeva una profonda conoscenza ed aveva compreso a fondo i principi del buddismo.
Un giorno, mentre Fa Yan Chan Shi esponeva ai monaci alcuni testi sacri, pose loro un indovinello:
«Se al collo di una tigre è legato un campanello, chi è in grado di scioglierlo?»
I giovani monaci si guardarono l’un l’altro: nessuno seppe rispondere. Proprio in quel momento, per caso, Fa Deng passò di lì. Fa Yan lo notò e gli chiese:
«Fratello, tu come credi che possa essere risolto questo problema?»
Fa Deng, senza la minima esitazione, rispose:
«Non è forse una risposta semplice?
Colui che ha legato il campanello al collo della tigre è certamente colui che può scioglierlo.»
Quelle parole furono sufficienti a sorprendere tutti i presenti.
Fu così che Fa Yan ebbe l’occasione di mostrare chi fosse realmente Fa Deng, e da quel momento nessuno guardò più con sospetto il monaco calmo e silenzioso.
In seguito, la stima che Fa Yan Chan Shi nutriva per Fa Deng crebbe ulteriormente, tanto che l’abate gli permise di aiutarlo nella gestione di tutti gli affari, grandi e piccoli, del monastero.
Fa Deng non deluse mai il suo maestro: svolgeva ogni compito con cautela e consapevolezza, assistendolo nella fondazione di una delle cinque celebri scuole del buddismo Chan, la 法眼宗 (Fǎ Yǎn Zōng, Scuola Fa Yan).
Da allora il chengyu 解铃系铃 si è diffuso nel linguaggio comune assieme al detto: 解铃还须系铃人 (Jiě líng hái xū xì líng rén, «per sciogliere il campanello, serve chi lo ha legato»), a indicare che un problema può essere risolto solo da colui che lo ha creato.
Per tutti coloro che volessero approfondire la conoscenza del buddismo Chan, ecco un testo che consiglio vivamente.