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瓜田李下 guātiánlǐxià - Non sistemare i sandali in un campo di cocomeri e non aggiustare il cappello sotto un albero di prugne

瓜田李下
guātiánlǐxià
Non sistemare i sandali in un campo di cocomeri e non aggiustare il cappello sotto un albero di prugne

瓜田李下 guātiánlǐxià - Non legarti le scarpe in un campo di cocomeri e non aggiustare il cappello sotto ad un albero di prugne



Carissimi lettori, la storia chengyu di oggi ci porta nel periodo delle Dinastie del Nord e del Sud (南北朝 nánběicháo) e racconta le vicende di 袁聿修 (Yuán Yùxiū), celebre ministro del regno Qi del Nord (北齐 běiqí), noto per la sua assoluta rettitudine, qualità che gli valse l’appellativo di “ministro puro” (清郎 qīng láng). Egli infatti, nonostante l'alta carica ricoperta, oltre ad essere una persona umile e molto semplice, non accettava mai e in nessun caso regali o favori da chiunque: amici, colleghi o conoscenti, nel più ligio rispetto dei propri valori confuciani.

La storia che leggerete è liberamente ispirata da un brano della biografia di Yuán Yùxiū, contenuta nell’opera dedicata alla storia delle dinastie settentrionali 《北史》, scritta da Li Yanshou (李延寿), storico della dinastia Tang nel VII secolo.

Questa biografia pone in evidenza il concetto per cui è bene prestare sempre attenzione a comportarsi in modo da evitare situazioni ambigue o che possano dar adito a malelingue. Concetto espresso del chengyu 瓜田李下 (guātiánlǐxià): "mai sistemarsi i sandali in un campo di cocomeri o aggiustare il cappello sotto un albero di prugne".

La storia del ministro puro

Era un mattino d’autunno e, nella residenza di Yuán Yùxiū, funzionario della corte del regno di Qi del Nord, regnava un silenzio interrotto solo dal fruscio delle foglie secche nel cortile.

Lo studio era semplice ma ordinato. La luce dorata del sole filtrava attraverso le finestre di carta, illuminando un tavolo di legno scuro, privo di ornamenti. Su di esso, un calamaio di pietra, un pennello ben riposto e alcuni documenti ufficiali ancora da sigillare, che Yuán Yùxiū stava leggendo con attenzione.

Un servo entrò con un pacco avvolto in stoffa rossa, annunciando: "Signore, un dono da un amico di Luoyang."

Yuán Yùxiū sollevò lo sguardo, sorpreso. Sciolse con cura i nodi del pacco, rivelando una sciarpa di seta bianca finemente ricamata con motivi di nuvole e gru. La stoffa era fresca al tatto, quasi viva. 

Per un istante, il suo cuore si strinse: quell’amico, un letterato con cui aveva condiviso anni di studi e conversazioni notturne, gli aveva inviato un dono prezioso.

"Come posso accettare?" mormorò, accarezzando la seta.

Era un gesto di affetto sincero, ma Yuán Yùxiū sapeva che anche l’ombra di un sospetto avrebbe potuto macchiare la sua reputazione. Si alzò e passeggiò davanti agli scaffali colmi di rotoli, finché non si fermò. Tra i classici confuciani e i trattati di governo, riconobbe il rotolo dello 《乐府诗集》(Yuèfǔ shījí - raccolta di poesie di Yuefu), la sua copia personale, consumata dalle molte letture. Lo estrasse e lo srotolò con cautela; la carta, logora alle estremità, si aprì proprio sulla sezione che conosceva a memoria:

"君子防未然,不处嫌疑间。瓜田不纳履,李下不正冠。"
"L’uomo virtuoso previene il dubbio, evitando ogni sospetto.
Non si china a sistemare i sandali in un campo di cocomeri e non aggiusta il proprio cappello sotto un susino."

Si fermò davanti alla finestra e rifletté: un uomo che si china a sistemare i sandali in un campo di cocomeri potrebbe far pensare che stia rubando un frutto; un uomo che si aggiusta il cappello sotto un susino potrebbe far credere che stia prendendo delle prugne. Così, anche accettando questa sciarpa, qualcuno potrebbe credere che sia il prezzo di un favore.

Prese carta e pennello, e con mano ferma scrisse:

"今日仰过,有异常行。
瓜田李下,古人所慎。
愿得此心,不贻厚责。"
"Oggi mi hai onorato con un regalo eccezionale.
Ma nei campi di meloni e sotto i susini, gli antenati erano cauti.
Con onesta spero che il mio cuore, non attiri un tuo rimprovero."

Avvolse con cura la sciarpa nel suo involucro originale e appose un sigillo di cera lacca con il suo nome. Prima di consegnarla al servo, esitò un istante, poi sorrise. L’amicizia non ha bisogno di doni, pensò. Basta la lealtà.

Quando la lettera giunse all’amico, questi lesse e rispose:

"老夫忽忽,意不及此。敬承来旨,吾无间然。"
"Io, anziano e distratto, non ci avevo pensato.
Onoro il tuo principio, e non ho altro da aggiungere."

揠苗助长 Yàmiáozhùzhǎng - se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento

揠苗助长
Yàmiáozhùzhǎng
Se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento

揠苗助长 Yàmiáozhùzhǎng - se non curanti delle naturali leggi di sviluppo, forziamo lo sviluppo delle cose, il risultato non può che essere un fallimento.

Introduzione

Riprendendo il filo della filosofia di Mencio (孟子), non trovate interessante l’idea che proprio la mancanza di cura interiore sia all’origine dei problemi umani e che questa possa addirittura generare il male? Forse non è un caso che la storia che racconteremo oggi parli proprio di come l’assenza di cura, l’impeto e il desiderio, spesso alimentati da fattori esterni e in contrasto con le leggi naturali dello sviluppo, abbiano portato alla rovina questo povero contadino.

Se anche tu trovi affascinante e profonda la filosofia di Mencio ecco un libro che ti piacerà!

Mencio: Classici confuciani


Quando, anziché prendersi cura del proprio campo, il contadino ha preferito usare una scorciatoia per accelerare lo sviluppo del raccolto, l’unico esito possibile è stato la rovina e la fame.

Storia di 揠苗助长 in ialiano 

Nel regno di Song viveva un contadino che, anno dopo anno, stagione dopo stagione, lavorava con dedizione il suo campo. Nonostante il raccolto non fosse mai abbondante, riusciva sempre a mantenere la propria famiglia.

Quell’anno, come di consueto, aveva duramente seminato il campo e aspettava i primi germogli. Nessuno però si sarebbe aspettato, che sebbene fosse già primavera l’aria si sarebbe fatta fredda come d’inverno, ritardando la crescita dei germogli. Il contadino che era una persona molto ansiosa, trascorreva intere giornate al bordo del campo, passeggiando avanti e indietro, in attesa di qualche segnale di crescita.

Dopo un lungo periodo, il tempo finalmente si riscaldò e i germogli iniziarono a spuntare uno dopo l’altro. Il volto del contadino si illuminò di un sorriso di speranza.

Desideroso di vedere i suoi germogli crescere più velocemente, ogni giorno si recava al campo per controllarne i progressi. Un giorno, osservando con attenzione, iniziò a confrontare i suoi germogli con quelli del vicino. Più li guardava, più gli sembrava che i suoi crescessero troppo lentamente.

Se ne stava fisso al bordo del campo a sospirare, mentre il vicino era indaffarato ad innaffiare i propri germogli.

Il secondo giorno, tornò al campo e, camminando avanti e indietro, si domandava: “Perché i miei germogli non crescono ancora?” Mentre rifletteva, il vicino era intento a strappare le erbacce.

Il terzo giorno, tornò al campo e, guardando a destra e a sinistra, notò che i germogli non erano ancora cresciuti. Nello stesso momento, il vicino stava aggiungendo del fertilizzante.
Il contadino se ne stava nel campo andando a destra e sinistra, mentre in cuor suo pensava: “Perché non posso trovare un metodo per aiutare i germogli a crescere?”

Dopo alcuni giorni di riflessione, finalmente trovò un metodo. Eccitato, tornò al campo e, uno dopo l’altro, prese i germogli e li tirò verso l’alto. 

Fu un lavoro faticoso, che lo lasciò senza fiato, ma con il cuore colmo di speranza e soddisfazione.

Quando il sole cominciò a tramontare, il contadino, stanco e senza forze, se ne tornò a casa. Appena ebbe varcato la soglia di casa, eccitato annunciò ai suoi familiari: “Oggi mi sono davvero stancato, ma ne è valsa la pena! Non ho sprecato le mie forze in vano! Ho aiutato i germogli a crescere.”

I suoi familiari, incuriositi e un po’ perplessi gli chiesero: “Che metodo hai usato?” 
“Li ho presi uno ad uno e li ho tirati su!”

I suoi familiari come lo sentirono rimasero di sasso. La figlia corse immediatamente al campo per verificare. La sorpresa fu amara: dove prima c’era un verde tappeto di germogli, ora tutto era seccato.

刻舟求剑 ke4zhou1qiu2jian4


刻舟求剑
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Comprendere la filosofia del perenne mutamento è certamente comprendere uno degli aspetti più importanti della cultura cinese e forse la chiave della grande capacità di adattamento di questo popolo.

La buffa e assurda storia che stiamo per raccontarvi è un esempio di come sia inutile e persino sciocco talvolta pensare che tutto resti come è sempre stato, perché come in un fiume la corrente del tempo tutto porta via con sé.

Buona lettura! 📖
刻舟求剑
Kèzhōuqiújiàn

Incidere un segno sulla barca per cercare la spada
C’era una volta un uomo del regno di Chu che stava attraversando un fiume. Quando la sua imbarcazione raggiunse il centro del corso d'acqua, il vento forte e le onde alte fecero ondeggiare la barca, facendo cadere in acqua la spada che l’uomo portava con sé.

I passeggeri della barca avvisarono prontamente il barcaiolo, dicendogli di fermarsi subito per permettere all’uomo di tuffarsi e recuperare la spada.

Ma, stranamente, l’uomo non si agitò affatto. Tirò fuori un coltello e incise un segno sul lato della barca, proprio nel punto in cui la spada era caduta, quindi, con aria tranquilla e soddisfatta, disse: “Ecco, qui è caduta la mia spada”.

Gli altri passeggeri lo guardarono perplessi. Uno di loro cercò di convincerlo a tuffarsi immediatamente per recuperare l’arma, ma l’uomo di Chu rispose serafico: “Non c’è bisogno di correre, ho lasciato un segno!”

Vedendo che nessuno si buttava in acqua per riprendere la spada, il barcaiolo riprese la navigazione.
Gli altri passeggeri continuarono per un po’ ad esortare l’uomo di Chu a cercare la spada prima che fosse troppo tardi, ma lui, sempre con estrema sicurezza, rispondeva: “Non preoccupatevi, ho il mio segno!”.

Quando la barca raggiunse la riva, l’uomo si spogliò con calma, tolse scarpe e calzini, e si tuffò proprio accanto al segno che aveva fatto. Continuò a immergersi più volte, risalendo solo per riprendere fiato, ma ogni volta tornava a mani vuote: della spada non c’era traccia.

L’uomo non riusciva a capire che la barca si era mossa, ma la spada caduta in acqua era rimasta dov’era. Alla vista di quella scena, tutti capirono l’assurdità del ragionamento dell’uomo di Chu e iniziarono a ridere per il suo scarso acume.

Da allora, l’espressione "Incidere un segno sulla barca per cercare la spada" viene usata per descrivere chi con stolta e imperturbabile ostinatazione ignora del tutto i cambiamenti attorno a lui.

精卫填海


精卫填海
Jīng wèi tián hǎi


Jing wei tian hai è usato nella lingua cinese per descrivere colei o colui che con perseveranza e determinazione si confronta con imprese impossibili.

Una storia bellissima e commovente...




太阳神炎帝有一个小女儿,名叫女娃,是他最钟爱的女儿.有一天,女娃驾着小船,到东海去游玩,不幸海上起了风浪,像山一样的海浪把小船打翻,女娃就淹死在海里,永远不回来了。炎帝固然挂念他的女儿。但都不能用他的光和热来使她死而复生,只好独自悲伤罢了。

  女娃不甘心她的死,她的魂灵变化做了一只小鸟,名叫“精卫”。精卫长着花脑袋、白嘴壳、红脚爪,大小有点像乌鸦,住在北方的发鸠山。她恨无情的大海夺去了她年轻的生命,因此她常常飞到西山去衔一粒小石子,或是一段小树枝;展翅高飞,一直飞到东海。她在波涛汹涌的海面上回翔着,把石子或树枝投下去,要想把大海填平。

  大海奔腾着,咆哮着,露出雪亮亮的牙齿。凶恶地嘲笑着:“小鸟儿,算了罢,你这工作就算干上一百万年,也休想把大海填平呢。”

  精卫在高空答复大海:“哪怕是干上一千万年,一万万年,干到宇宙的终尽,世界的末日,我也要把你填平!”

  “你为什么衔恨我这样深呢?”

  “因为你呀——夺取了我年轻的生命,将来还会有许多年轻无辜的生命要被你无情地夺去。”

  “傻鸟儿.那么你就干吧——干吧!”大海哈哈地大笑了。

  精卫在高空悲啸着:“我要干的!我要干的!我要永无休止地干下去的!这叫人悲恨的大海啊,总有一天我会把你填成平地!”

  她飞翔着,啸叫着.离开大海,又飞回西山去;把西山上的石子和树枝衔来投进大海。她就这样往复飞翔,从不休息,直到今天地还在做着这种工作。

Fonte: 

百度百科


Il dio del sole: l'imperatore Yan, aveva diverse figlie, ma la sua preferita era  Nuwa, la più piccola di tutte. 

Un giorno Nuwa decise di uscire in barca per giocare fra le onde. 

Sfortunatamente le onde crebbero in intensità e finirono per rovesciare l'imbarcazione, facendo affogare la piccola Nuwa.

Nonostante la sua luce e il suo calore, l'imperatore Yan tentò in vano di riportare in vita il corpo della piccola Nuwa. Alla fine non gli rimase che soffrire da solo per la perdita della sua amata figlia.

Lo spirito della bambina però si rifiutò di lasciare questo mondo e si trasformò in un uccello, il mitologico uccello Jingwei. 

Ardente d'odio per quel mare che si era portato via la sua giovane vita, Jingwei iniziò a volare dalle montagne occidentali per raccogliere sassolini, innalzarsi sopra il mare e lanciare le piccole pietre fra le onde, fino al giorno in cui il mare fosse stato completamente riempito.

Un giorno, vedendo gli inutili sforzi del piccolo uccello, il mare parlò e ruggendo fra i denti lucenti della sua schiuma disse: "Uccellino, lascia perdere, non puoi riempire il mare, neanche se dovessi andare avanti per un milione di anni."

Alta sopra le onde, Jingwei rispose: "Anche se fossero necessari dieci milioni di anni, perfino se dovessi andare avanti fino alla fine del mondo, un giorno io ti riempirò!"

"Perché mi odi così tanto?" chiese il mare.

"Perché mi hai privata della vita e so che porterai via molte altre giovani vite innocenti." rispose l'uccello.

"Uccello sciocco. Se vuoi farlo, fallo!" la incalzò il mare ridendo.

"Voglio farlo e lo farò per sempre! Mare di dolore e di odio, un giorno io ti riempirò!"

Jingwei lasciò il mare e tornò alla montagna per prendere un'altro sassolino. Tornò al mare e lo gettò negli abissi. Continuò a volare avanti e indietro in questo modo, senza mai riposare, e ancora oggi continua a farlo.

对牛弹琴

对牛弹琴
duì niú tán qín

Inutile ostinarsi a suonare una splendida melodia 
per chi non ha orecchie per intenderla.

对牛弹琴-duì niú tán qín


All'epoca dei regni combattenti viveva nello stato di Lu 鲁国 un famoso musicista di nome 公明仪 (Gōng míng yí) un vero maestro di 古琴 gǔqín: antico strumento a corde cinese.

Un bel giorno, visto il bel cielo azzurro solcato da nuvole bianche, decise di portare il suo strumento in campagna per suonare un po' all'aperto.

Quando si fu preparato, vide poco lontano da dove aveva preso posto una vecchia mucca al pascolo. In un attimo ebbe l'ispirazione, preparò il suo strumento, e si mise a suonare alcuni accordi per saggiare la reazione dell'animale.

Nonostante la musica meravigliosa, la vecchia mucca non ebbe la minima reazione, continuando a strappare l'erba e a ruminare del tutto indifferente.

Gōng míng yí pensò che alla vecchia mucca non piacesse quella musica, così la cambiò, ma nonostante la maestria dell'esecuzione, l'animale continuava imperterrito a mangiare l'erba, incurante della melodia.

Cambiò musica un'altra volta e un'altra ancora, ma la vecchia mucca continuava a non considerarlo minimamente. Alla fine, una volta che ebbe mangiato a sazietà, l'animale lentamente se ne andò.

Era davvero amareggiato. Al vederlo così abbattuto alcune persone lo consolarono dicendo: 
"Non sei tu a suonar male, era la mucca a cui suonavi che non capiva."
Non gli rimase altro da fare che riporre lo strumento e tornare a casa.

Oggi proprio per via di questo divertente racconto: 对牛弹琴 duì niú tán qín significa fare discorsi profondi e elevati a coloro che non sono incapaci di intenderli, molto simile a quello che in italiano conosciamo come: "dare le perle ai porci". 

对牛弹琴 duì niú tán qín è anche usato per prendere in giro colui che parla senza valutare bene chi sia l'interlocutore.

守株待兔 shǒuzhūdàitù - L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

守株待兔
shǒuzhūdàitù
L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

守株待兔 shǒuzhūdàitù - L'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla

Introduzione

Questo idioma è generalmente usato per descrivere qualcuno che si affida all'esperienza senza sapere come adattarsi, o chi ha l'illusione di ottenere qualcosa senza far nulla.

Vorresti conoscere le storie cinesi sugli idiomi chengyu? Ecco un libro che fa al caso tuo!

Chengyu: Proverbi e Detti Cinesi - I Modi di Dire e le Espressioni Cinesi Più Usati: Storie Illustrate con Pinyin


Storia in italiano di 守株待兔

In una lontana primavera, nel regno di Song, viveva un contadino.

Un giorno, mentre stava lavorando nel proprio campo, vidde un coniglio che correva velocemente in direzione di un grande albero. Il coniglio caddé a terra e da allora non si mosse più.

Quando il contadino andò a vedere, scoprì che il povero animale correva così forte che era andato a sbattere contro l’albero, rompendosi l’osso del collo. L'uomo allora, pieno di felicità per quella facile e inaspettata preda, raccolse il coniglio, lo portò a casa e se lo mangiò.

Da quel giorno, convinto di poter replicare tanta fortuna, smise di lavorare il campo e iniziò a starsene tutto il giorno vicino al grande albero credendo che avrebbe sicuramente visto un’atro coniglio fare la stessa fine. 

Inutile dire che aspettò molto a lungo, ma di conigli non ne vide nessuno.

I vicini, vedendo il contadino che se ne stava tutto il giorno a guardia dell’albero e che dovunque nel campo erano ormai cresciute le erbacce, chiesero spiegazioni; tuttavia appena seppero il motivo di quell’insolito comportamento, non poterono fare a meno di esplodere in una grande risata: “Quel contadino era probabilmente uno stolto! Come poteva essere che un altro coniglio andasse di nuovo a sbattere nell’albero?

农夫与蛇 Nóngfū yǔ shé - Il contadino ed il Serpente

农夫与蛇
Nóngfū yǔ shé
Il contadino ed il Serpente 

农夫与蛇 Nóngfū yǔ shé - Il contadino ed il Serpente

Tanto tempo fa, un contadino dal cuore buono e gentile percorreva lentamente un sentiero tra i campi innevati. Il paesaggio era avvolto in un silenzio ovattato, interrotto solo dal fruscio dei suoi passi sulla neve fresca. A un tratto, il suo sguardo si posò su una figura scura, appena distinguibile sul candido manto. Era un serpente, irrigidito dal gelo, immobile e apparentemente privo di vita.

Il cuore del contadino si strinse: Povera creatura," pensò. "Non merita di morire così."

Senza esitare, si chinò, raccolse il serpente e lo avvolse tra le sue braccia, cercando di scaldarlo con il proprio corpo. "Ti porterò a casa," mormorò. "Lì starai al sicuro."

Mentre camminava, il tepore del suo petto iniziò a ravvivare il serpente. Lentamente, la creatura riacquistò le forze. Ma proprio quando sembrava che il peggio fosse passato, il serpente si rivoltò e, con un gesto fulmineo, morse il contadino al petto.

Un dolore lancinante fece vacillare l'uomo che cadde sulla neve, il morso bruciava come fuoco, mentre il veleno si diffondeva nel suo corpo. Guardò il serpente, incredulo, e con un filo di voce chiese: "Perché? Io ti ho salvato la vita!"

Il serpente lo fissò con occhi gelidi e sibilò: "Non dimenticare: sono un serpente. Questa è la mia natura."

Senza un’ombra di rimorso, la creatura strisciò via, lasciando il contadino morente sulla neve:

"Ho avuto pietà di chi non conosce gratitudine. È stata la mia ingenuità a condurmi a questa fine."

E così, abbandonato nel silenzio dei campi innevati, il contadino esalò il suo ultimo respiro.

画蛇添足 huàshétiānzú - Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo

画蛇添足
huàshétiānzú
Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo


Questa è una delle più famose storie legate agli idiomi chengyu. Letteralmente, potremmo tradurre questo idioma come: "Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo".

Se anche a te piacciono le storie cinesi legate agli idiomi chengyu, ecco un libro che potrebbe sicuramente interessarti.

Chengyu: Proverbi e Detti Cinesi - I Modi di Dire e le Espressioni Cinesi Più Usati: Storie Illustrate con Pinyin


Storia di 画蛇添足 in italiano

Tanto tempo fa, c'era una famiglia nello stato di Chu che, dopo aver offerto sacrifici ai propri antenati, si preparava a distribuire una bottiglia di vino usata per il sacrificio a coloro che avevano aiutato con il compito.

Poiché erano in molti ad aver contribuito, se tutti avessero bevuto da quella bottiglia, il vino non sarebbe bastato per nessuno. Al contrario, se una sola persona l'avesse bevuta, ne avrebbe avuto a sazietà.

Come doveva essere divisa quindi quella bottiglia?

Tutti rimasero in silenzio fino a quando qualcuno propose di disegnare ciascuno un serpente sul terreno. Chi lo avrebbe disegnato più velocemente avrebbe avuto il vino.

Questo metodo piacque e fu accettato, così tutti iniziarono a disegnare il proprio serpente.

Uno di loro era molto rapido e finì l'opera in un batter d'occhio. Prese la bottiglia di vino e si stava preparando a bere quando notò che gli altri non avevano ancora terminato il proprio disegno.

Pensò tra sé: “Disegnano davvero lentamente!" Quindi con orgoglio disse: “Disegnate davvero piano! Non è troppo tardi per aggiungere qualche zampa al serpente!”

Così, mentre con una mano teneva la bottiglia di vino, con l'altra cominciò a disegnare delle zampe al proprio serpente. Però proprio mentre era intento a disegnare e a parlare, un altro concorrente completò il suo serpente, afferrò la bottiglia di vino e disse: “Hai mai visto un serpente? I serpenti non hanno le zampe! Perché le hai aggiunte?”

Quindi dichiarò: “Il primo a disegnare un serpente non sei stato tu, ma io!” E così, a grandi sorsi, si bevve tutto il vino.

叶公好龙 Yè gōng hào lóng - La storia di un uomo che diceva di amare il drago.

叶公好龙 yè gōng hào lóng - La storia di un uomo che diceva di amare il drago

叶公好龙
yè gōng hào lóng
Il Duca di Ye che amava il drago

Indice


Introduzione

Carissimi lettori, oggi esploriamo insieme un chengyu che custodisce un insegnamento tutt’altro che scontato nella realtà di oggi: 叶公好龙 (yè gōng hào lóng), “Il duca di Ye che amava il drago”.

Questo modo di dire nasce da una storia divertente, ma allo stesso tempo attuale e ricca di spunti di riflessione. Ci ricorda infatti quanto sia facile esaltare o amare qualcosa senza conoscerne la vera essenza. Un racconto che ci invita a riflettere sul valore dell’autenticità e della coerenza.


Traduzione Italiana

Origini

La storia di Yè Gōng Hào Lóng ha origine nel periodo pre-Qin ed è un racconto classico della tradizione cinese. Utilizza l’esagerazione e la satira per criticare l’incoerenza tra le parole e le azioni.

La prima versione conosciuta appare in 《新序·杂事五》 (Xīn Xù · Záshì Wǔ, “Nuovi Discorsi: Varie Narrazioni, parte 5”), ma una variante molto simile si trova anche nello  《庄子》"zhuāngzǐ" nella sezione 《外物》wài wù.


Storia

Durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni, nello stato di Chu viveva un nobile di nome 沈诸梁 Shěn zhū liáng, conosciuto come Duca di Ye, che aveva una passione quasi ossessiva per i draghi.

Le pareti della sua casa erano ricoperte da affreschi di draghi sinuosi, i pilastri scolpiti con figure minacciose, le travi decorate con draghi in volo e persino utensili, paraventi e tende erano ricamati con draghi in ogni posa immaginabile. Entrare nella sua dimora era come varcare le porte di un “museo dei draghi”: ovunque ci si voltasse, comparivano draghi, senza che restasse un solo angolo libero.

Il drago vero nel cielo, saputo di avere un “ammiratore tanto devoto” nel mondo umano, si commosse. Convinto che il Duca di Ye lo amasse sinceramente, decise di fargli visita.

Un giorno scese tra le nuvole e si presentò alla finestra del duca: la sua testa si affacciò all’interno della stanza, la lunga coda si posò nel cortile e le sue squame brillavano con maestosità.

Tuttavia, quando il Duca di Ye vide il drago vero apparire davanti ai suoi occhi, immediatamente impallidì e fuggì senza voltarsiColui che si definiva “il più grande amante dei draghi” si rivelò incapace persino di sostenere la loro presenza reale.

Fu allora che il drago comprese la verità: al Duca di Ye piacevano solo i draghi dipinti, scolpiti, immaginati. La realtà, invece, era qualcosa che non era disposto né pronto ad affrontare.

Deluso, il vero drago sospirò e tornò in cielo.


Significato del Chengyu

叶公好龙 (yè gōng hào lóng) descrive alla perfezione quella tipica contraddizione umana per cui diciamo di amare qualcosa, ma quando ci troviamo davvero di fronte alla sua realtà, ne siamo spaventati. 

Il Duca di Ye amava l’idea del drago: la sua immagine artistica, il suo fascino mitologico, la sua presenza simbolica. Tuttavia, quando si trovò davanti a un drago vero, concreto e vivo, rivelò il suo vero atteggiamento: quello di chi preferisce l’illusione alla realtà.

Questo chengyu ci invita a riflettere sulla sincerità dei nostri entusiasmi. Quante volte ci diciamo appassionati di qualcosa, ma quando arriva il momento di metterci davvero alla prova, affrontare le difficoltà o accettare la complessità dei fatti, ci tiriamo indietro?


Attualità del Proverbio

Nella società contemporanea, 叶公好龙 rimane incredibilmente attuale. Possiamo riconoscere il Duca Ye in tutti coloro che professano amore per l'arte senza mai visitare un museo, in chi si dice appassionato di letteratura senza mai aprire un libro, in chi dichiara di amare la natura senza mai uscire di casa.

Ma il vero insegnamento di questo chengyu va oltre la semplice ipocrisia. Ci ricorda che spesso amiamo l'idea delle cose più delle cose stesse, e che il passaggio dall'entusiasmo superficiale all'amore autentico richiede coraggio, impegno e la volontà di affrontare la realtà in tutta la sua complessità.


Testo Originale Cinese

《叶公好龙》成语故事

起源

“叶公好龙”的故事最早出自 《新序·杂事五》,在 《庄子·外物》 中也有类似记载。这则寓言起源于先秦时期,是中国传统文化中非常经典的故事,通过夸张和讽刺表达对“言行不一”的批评。

故事

春秋时期,楚国有一位贵族,姓沈名诸梁,人们称他为 叶公。叶公对“龙”有着近乎痴迷的喜爱。

他喜欢到什么程度呢?墙壁上描绘着巨龙盘绕的壁画;柱子上雕刻着张牙舞爪的龙纹;房梁上刻着气势宏伟的飞龙;器具、屏风、布帘上都绣着各种不同姿态的龙。

走进他的家,就像走进一座“龙的博物馆”,到处都是龙的形象,几乎没有一个角落是空的。

天上的 真龙 听说人间有这样一位“忠实粉丝”,心中非常感动,觉得叶公是真心喜爱自己,于是决定亲自前去拜访。

有一天,真龙从云层中缓缓降落:牠的 龙头 探进叶公的窗户;长长的 龙尾 垂落在院子里;龙鳞在光下闪闪发亮,威风凛凛。

然而,当叶公看到真正的龙出现在眼前时,他顿时 脸色惨白、浑身发抖、双腿发软。原本自称“最爱龙”的他,此刻吓得魂飞魄散,转身就拼命逃跑。

真龙这才明白:叶公所迷恋的,只是 画上的龙、雕刻的龙、想象中的龙。至于真正的龙,他根本没有准备好面对,也承受不了真实的样子。

真龙失望地叹了口气,随后飞回了天上。

成语含义

“叶公好龙” 这个成语比喻:表面上说喜欢,实际上并不敢真正面对,也并不是真的喜欢。这是一种“理想中喜欢、现实中害怕”的矛盾心理。嘴上讲得好听,其实并不真诚。常用来形容一种“装样子”、“口头爱好”、“只停留在表面”的态度。讽刺那些表面热情、实际上逃避责任的人。在真正需要行动时退缩,缺乏勇气和真实意愿。

望梅止渴 Wàngméizhǐkě - Placare la sete sperando nelle prugne o consolarsi con un'illusione.

望梅止渴

Wàngméizhǐkě

Placare la sete sperando nelle prugne o
consolarsi con un'illusione.

望梅止渴 Wàngméizhǐkě Placare la sete sperando nelle prugne o consolarsi con un'illusione.



Questa storia riguarda un personaggio molto importante e famoso vissuto durante il periodo dei tre regni (三国 sān guó): 曹操 Cáo Cāo.

Noto con il nome postumo di imperatore Wu di Wei, 曹操 Cáo Cāo fu un abile generale e stratega, ma anche un poeta e un uomo di grande cultura. Un personaggio quasi leggendario che divenne il protagonista di numerose opere letterarie fra cui la storia che stiamo per raccontarvi: 望梅止渴 wàng méi zhǐ kě,
 tratta dagli scritti di 刘义庆 liú yì qìng, celebre scrittore della dinastia 刘宋朝 liú sòng cháo.

In una rovente giornata d'estate, 曹操 Cáo Cāo stava guidando le proprie truppe alla battaglia. Era insolitamente caldo quel giorno e nel cielo non passava nemmeno una nuvola.

A mezzogiorno le vesti degli uomini erano completamente bagnate di sudore e la velocità di marcia stava rallentando. Alcuni soldati erano addirittura crollati sul ciglio della strada.

曹操 Cáo Cāo, vedendo che la velocità di marcia si riduceva sempre più, temé che l'esercito non sarebbe arrivato in tempo alla battaglia, compromettendo così le possibilità di vittoria. 

Il principale problema era la sete. La mancanza d'acqua rendeva difficile per loro aumentare il passo. Il generale così, si rivolse alla guida e parlando a bassa voce gli chiese: "Ci sono delle riserve d’acqua nelle vicinanze?"

La guida, scuotendo la testa rispose: "L’unica sorgente è sul lato opposto della valle, ma se cambiamo direzione il percorso si allunga di molto."

曹操 Cáo Cāo ponderò bene la situazione e disse: "No, non c’è abbastanza tempo."  Guardò il bosco davanti a loro e dopo una breve riflessione disse: "Tu non dire nulla, troverò un modo!"

Detto questo, in sella al suo destriero, si precipitò verso le prime linee della colonna e con la frusta puntata davanti a se, cominciò a incitare i soldati dicendo:

"Uomini! So che c'è una grande foresta di prugne davanti a noi! Lì le prugne sono grandi e succose! Muoviamoci! Superata questa collina arriveremo!"

All'udire quelle parole pareva che i soldati stessero già assaporando quelle prugne, perché il loro spirito fu subito risollevato e il ritmo della marcia aumentò considerevolmente.

Fu così che 望梅止渴 wàng méi zhǐ kě, letteralmente placare la sete pensando alle prugne, descrive il consolarsi con qualcosa che non può realizzarsi.



凿壁偷光


凿壁偷光
záo bì tōu guāng

studiare a fondo e con perseveranza
nonostante le avversità della propria umile condizione sociale.

凿壁偷光


Al tempo della dinastia Han, viveva un ragazzo di nome 匡衡 Kuang Hengun giovane sveglio e intelligente che desiderava tanto studiare.

Purtroppo però la famiglia di 匡衡 Kuāng héng era una povera famiglia di contadini che non poteva permettere al figlio di andare a scuola, ne poteva permettersi di comprare i libri necessari alla sua istruzione. 

A quel tempo infatti, i libri erano merce rara e molto costosa, non tutti potevano permetterseli e di certo non 匡衡 Kuāng héng che non riusciva nemmeno a averli in prestito, poiché nessuno era disposto a prestare dei beni tanto preziosi.


Questa difficile condizione non scoraggiò 匡衡 Kuāng héng, il quale più che determinato a continuare i propri studi, cominciò a lavorare per ricchi signori a cui chiedeva come stipendio solo la possibilità di prendere in prestito qualche libro.

Il lavoro nei campi era molto duro e gli concedeva ben poco tempo per studiare. Sebbene cercasse di approfittare di ogni momento libero 匡衡 Kuāng héng era piuttosto insoddisfatto perché leggere un solo volume spesso gli richiedeva oltre un mese di tempo.

Il ragazzo aveva pensato da tempo di leggere la sera dopo il lavoro, tuttavia, era così povero che non poteva nemmeno permettersi di comprare l'olio per la lanterna e non c'era modo di leggere alcunché al buio.


Una notte mentre se ne stava sdraiato sul letto a ripetere il libro che aveva imparato durante il giorno, si accorse di una luce brillante provenire da una piccola fessura nel muro accanto a lui. Sorpreso e attirato da quella sottile linea di luce, si alzò per cercare la sorgente di quel flebile chiarore.

La luce proveniva dalla stanza accanto. 

Come le tenebre nella sua stanza da letto erano state rischiarate da quel raggio di luce, così un'idea si accese nella mente di 匡衡 Kuang Heng, il quale preso un piccolo coltello da lavoro e cominciò a allargare la fessura. Ampliò il foro quel tanto che bastava per leggere il suo libro.


Si dice che fu grazie a questo piccolo espediente che 匡衡 Kuang Heng, studiando assiduamente, seppure in simili povere ed ardue condizioni, divenne non solo uno stimato ministro dell'impero, ma anche un famoso poeta.


凿壁偷光 záo bì tōu guāng che tradotto 
letteralmente significa: "perforare il muro per rubare la luce", descrive la situazione di uno studente che sebbene in povertà, studia a fondo e con perseveranza.


成语故事 ChengyugushiItaliano - storie e poesie sugli idiomi cinesi chengyu in italiano

成语故事 
ChengyugushiItaliano
storie e poesie sugli idiomi cinesi chengyu in italiano

Le antiche storie cinesi: un ponte tra cultura, saggezza e curiosità


Ci sono storie che, nella loro semplicità, riescono a insegnare lezioni profonde e durature, spesso più di mesi di studio intenso. Queste storie popolano la tradizione cinese, una cultura tanto diversa dalla nostra, eppure sorprendentemente affine nei valori più profondi. I protagonisti di questi racconti sono spesso personaggi curiosi: a volte buffi, a volte realmente esistiti, altre volte surreali o apparentemente lontani dalla nostra logica quotidiana.

Gli idiomi cinesi chengyu 成语 nascono proprio da queste storie millenarie, le 成语故事 (chéngyǔ gùshì). Gli idiomi cinesi sono espressioni brevi e dense di significato, spesso difficili da spiegare senza conoscere il contesto storico, il racconto o la poesia da cui derivano. E qual è il modo migliore per comprenderli se non ascoltare le storie o le poesie da cui sono nati?


Questi racconti, simili per semplicità alle fiabe che ci leggevano da bambini, nascondono messaggi universali. Con la loro profondità, riescono a stimolare riflessioni, accendere la curiosità e avvicinarci a una cultura affascinante e ricca di saggezza.

Benvenuti su 成语故事 Italiano

Con immensa gioia, inauguro oggi il primo blog italiano interamente dedicato alle storie cinesi che hanno dato vita agli idiomi chengyu. Mi chiamo 金狄 (Jīn Dí), sono un ragazzo italiano appassionato di lingua e cultura cinese, e sarà per me un grande onore accompagnarvi nella scoperta di questo mondo straordinario.

Ogni storia sarà un viaggio tra parole, immagini e significati, per avvicinarci a una delle tradizioni più affascinanti del mondo. Vi invito a esplorare insieme a me questo ponte culturale che unisce Oriente e Occidente, passato e presente.

Scopri la saggezza nascosta nei 成语 e lasciati ispirare da racconti che, pur antichi, hanno ancora molto da insegnare.

Grazie di cuore per il vostro tempo e il vostro interesse. Continuate a seguirmi per altre storie affascinanti!

Buona lettura e buona serata,

金狄
Federico Zinelli
Autore e curatore di chengyugushiitaliano

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