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画蛇添足 huàshétiānzú - Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo

画蛇添足
huàshétiānzú
Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo


Questa è una delle più famose storie legate agli idiomi chengyu. Letteralmente, potremmo tradurre questo idioma come: "Rovinare un lavoro aggiungendo qualcosa di superfluo".

Se anche a te piacciono le storie cinesi legate agli idiomi chengyu, ecco un libro che potrebbe sicuramente interessarti.

Chengyu: Proverbi e Detti Cinesi - I Modi di Dire e le Espressioni Cinesi Più Usati: Storie Illustrate con Pinyin


Storia di 画蛇添足 in italiano

Tanto tempo fa, c'era una famiglia nello stato di Chu che, dopo aver offerto sacrifici ai propri antenati, si preparava a distribuire una bottiglia di vino usata per il sacrificio a coloro che avevano aiutato con il compito.

Poiché erano in molti ad aver contribuito, se tutti avessero bevuto da quella bottiglia, il vino non sarebbe bastato per nessuno. Al contrario, se una sola persona l'avesse bevuta, ne avrebbe avuto a sazietà.

Come doveva essere divisa quindi quella bottiglia?

Tutti rimasero in silenzio fino a quando qualcuno propose di disegnare ciascuno un serpente sul terreno. Chi lo avrebbe disegnato più velocemente avrebbe avuto il vino.

Questo metodo piacque e fu accettato, così tutti iniziarono a disegnare il proprio serpente.

Uno di loro era molto rapido e finì l'opera in un batter d'occhio. Prese la bottiglia di vino e si stava preparando a bere quando notò che gli altri non avevano ancora terminato il proprio disegno.

Pensò tra sé: “Disegnano davvero lentamente!" Quindi con orgoglio disse: “Disegnate davvero piano! Non è troppo tardi per aggiungere qualche zampa al serpente!”

Così, mentre con una mano teneva la bottiglia di vino, con l'altra cominciò a disegnare delle zampe al proprio serpente. Però proprio mentre era intento a disegnare e a parlare, un altro concorrente completò il suo serpente, afferrò la bottiglia di vino e disse: “Hai mai visto un serpente? I serpenti non hanno le zampe! Perché le hai aggiunte?”

Quindi dichiarò: “Il primo a disegnare un serpente non sei stato tu, ma io!” E così, a grandi sorsi, si bevve tutto il vino.

叶公好龙 Yè gōng hào lóng - La storia di un uomo che diceva di amare il drago.

叶公好龙 yè gōng hào lóng - La storia di un uomo che diceva di amare il drago

叶公好龙
yè gōng hào lóng
Il Duca di Ye che amava il drago

Indice


Introduzione

Carissimi lettori, oggi esploriamo insieme un chengyu che custodisce un insegnamento tutt’altro che scontato nella realtà di oggi: 叶公好龙 (yè gōng hào lóng), “Il duca di Ye che amava il drago”.

Questo modo di dire nasce da una storia divertente, ma allo stesso tempo attuale e ricca di spunti di riflessione. Ci ricorda infatti quanto sia facile esaltare o amare qualcosa senza conoscerne la vera essenza. Un racconto che ci invita a riflettere sul valore dell’autenticità e della coerenza.


Traduzione Italiana

Origini

La storia di Yè Gōng Hào Lóng ha origine nel periodo pre-Qin ed è un racconto classico della tradizione cinese. Utilizza l’esagerazione e la satira per criticare l’incoerenza tra le parole e le azioni.

La prima versione conosciuta appare in 《新序·杂事五》 (Xīn Xù · Záshì Wǔ, “Nuovi Discorsi: Varie Narrazioni, parte 5”), ma una variante molto simile si trova anche nello  《庄子》"zhuāngzǐ" nella sezione 《外物》wài wù.


Storia

Durante il Periodo delle Primavere e degli Autunni, nello stato di Chu viveva un nobile di nome 沈诸梁 Shěn zhū liáng, conosciuto come Duca di Ye, che aveva una passione quasi ossessiva per i draghi.

Le pareti della sua casa erano ricoperte da affreschi di draghi sinuosi, i pilastri scolpiti con figure minacciose, le travi decorate con draghi in volo e persino utensili, paraventi e tende erano ricamati con draghi in ogni posa immaginabile. Entrare nella sua dimora era come varcare le porte di un “museo dei draghi”: ovunque ci si voltasse, comparivano draghi, senza che restasse un solo angolo libero.

Il drago vero nel cielo, saputo di avere un “ammiratore tanto devoto” nel mondo umano, si commosse. Convinto che il Duca di Ye lo amasse sinceramente, decise di fargli visita.

Un giorno scese tra le nuvole e si presentò alla finestra del duca: la sua testa si affacciò all’interno della stanza, la lunga coda si posò nel cortile e le sue squame brillavano con maestosità.

Tuttavia, quando il Duca di Ye vide il drago vero apparire davanti ai suoi occhi, immediatamente impallidì e fuggì senza voltarsiColui che si definiva “il più grande amante dei draghi” si rivelò incapace persino di sostenere la loro presenza reale.

Fu allora che il drago comprese la verità: al Duca di Ye piacevano solo i draghi dipinti, scolpiti, immaginati. La realtà, invece, era qualcosa che non era disposto né pronto ad affrontare.

Deluso, il vero drago sospirò e tornò in cielo.


Significato del Chengyu

叶公好龙 (yè gōng hào lóng) descrive alla perfezione quella tipica contraddizione umana per cui diciamo di amare qualcosa, ma quando ci troviamo davvero di fronte alla sua realtà, ne siamo spaventati. 

Il Duca di Ye amava l’idea del drago: la sua immagine artistica, il suo fascino mitologico, la sua presenza simbolica. Tuttavia, quando si trovò davanti a un drago vero, concreto e vivo, rivelò il suo vero atteggiamento: quello di chi preferisce l’illusione alla realtà.

Questo chengyu ci invita a riflettere sulla sincerità dei nostri entusiasmi. Quante volte ci diciamo appassionati di qualcosa, ma quando arriva il momento di metterci davvero alla prova, affrontare le difficoltà o accettare la complessità dei fatti, ci tiriamo indietro?


Attualità del Proverbio

Nella società contemporanea, 叶公好龙 rimane incredibilmente attuale. Possiamo riconoscere il Duca Ye in tutti coloro che professano amore per l'arte senza mai visitare un museo, in chi si dice appassionato di letteratura senza mai aprire un libro, in chi dichiara di amare la natura senza mai uscire di casa.

Ma il vero insegnamento di questo chengyu va oltre la semplice ipocrisia. Ci ricorda che spesso amiamo l'idea delle cose più delle cose stesse, e che il passaggio dall'entusiasmo superficiale all'amore autentico richiede coraggio, impegno e la volontà di affrontare la realtà in tutta la sua complessità.


Testo Originale Cinese

《叶公好龙》成语故事

起源

“叶公好龙”的故事最早出自 《新序·杂事五》,在 《庄子·外物》 中也有类似记载。这则寓言起源于先秦时期,是中国传统文化中非常经典的故事,通过夸张和讽刺表达对“言行不一”的批评。

故事

春秋时期,楚国有一位贵族,姓沈名诸梁,人们称他为 叶公。叶公对“龙”有着近乎痴迷的喜爱。

他喜欢到什么程度呢?墙壁上描绘着巨龙盘绕的壁画;柱子上雕刻着张牙舞爪的龙纹;房梁上刻着气势宏伟的飞龙;器具、屏风、布帘上都绣着各种不同姿态的龙。

走进他的家,就像走进一座“龙的博物馆”,到处都是龙的形象,几乎没有一个角落是空的。

天上的 真龙 听说人间有这样一位“忠实粉丝”,心中非常感动,觉得叶公是真心喜爱自己,于是决定亲自前去拜访。

有一天,真龙从云层中缓缓降落:牠的 龙头 探进叶公的窗户;长长的 龙尾 垂落在院子里;龙鳞在光下闪闪发亮,威风凛凛。

然而,当叶公看到真正的龙出现在眼前时,他顿时 脸色惨白、浑身发抖、双腿发软。原本自称“最爱龙”的他,此刻吓得魂飞魄散,转身就拼命逃跑。

真龙这才明白:叶公所迷恋的,只是 画上的龙、雕刻的龙、想象中的龙。至于真正的龙,他根本没有准备好面对,也承受不了真实的样子。

真龙失望地叹了口气,随后飞回了天上。

成语含义

“叶公好龙” 这个成语比喻:表面上说喜欢,实际上并不敢真正面对,也并不是真的喜欢。这是一种“理想中喜欢、现实中害怕”的矛盾心理。嘴上讲得好听,其实并不真诚。常用来形容一种“装样子”、“口头爱好”、“只停留在表面”的态度。讽刺那些表面热情、实际上逃避责任的人。在真正需要行动时退缩,缺乏勇气和真实意愿。

望梅止渴 Wàngméizhǐkě - Placare la sete sperando nelle prugne o consolarsi con un'illusione.

望梅止渴

Wàngméizhǐkě

Placare la sete sperando nelle prugne o
consolarsi con un'illusione.

望梅止渴 Wàngméizhǐkě Placare la sete sperando nelle prugne o consolarsi con un'illusione.



Questa storia riguarda un personaggio molto importante e famoso vissuto durante il periodo dei tre regni (三国 sān guó): 曹操 Cáo Cāo.

Noto con il nome postumo di imperatore Wu di Wei, 曹操 Cáo Cāo fu un abile generale e stratega, ma anche un poeta e un uomo di grande cultura. Un personaggio quasi leggendario che divenne il protagonista di numerose opere letterarie fra cui la storia che stiamo per raccontarvi: 望梅止渴 wàng méi zhǐ kě,
 tratta dagli scritti di 刘义庆 liú yì qìng, celebre scrittore della dinastia 刘宋朝 liú sòng cháo.

In una rovente giornata d'estate, 曹操 Cáo Cāo stava guidando le proprie truppe alla battaglia. Era insolitamente caldo quel giorno e nel cielo non passava nemmeno una nuvola.

A mezzogiorno le vesti degli uomini erano completamente bagnate di sudore e la velocità di marcia stava rallentando. Alcuni soldati erano addirittura crollati sul ciglio della strada.

曹操 Cáo Cāo, vedendo che la velocità di marcia si riduceva sempre più, temé che l'esercito non sarebbe arrivato in tempo alla battaglia, compromettendo così le possibilità di vittoria. 

Il principale problema era la sete. La mancanza d'acqua rendeva difficile per loro aumentare il passo. Il generale così, si rivolse alla guida e parlando a bassa voce gli chiese: "Ci sono delle riserve d’acqua nelle vicinanze?"

La guida, scuotendo la testa rispose: "L’unica sorgente è sul lato opposto della valle, ma se cambiamo direzione il percorso si allunga di molto."

曹操 Cáo Cāo ponderò bene la situazione e disse: "No, non c’è abbastanza tempo."  Guardò il bosco davanti a loro e dopo una breve riflessione disse: "Tu non dire nulla, troverò un modo!"

Detto questo, in sella al suo destriero, si precipitò verso le prime linee della colonna e con la frusta puntata davanti a se, cominciò a incitare i soldati dicendo:

"Uomini! So che c'è una grande foresta di prugne davanti a noi! Lì le prugne sono grandi e succose! Muoviamoci! Superata questa collina arriveremo!"

All'udire quelle parole pareva che i soldati stessero già assaporando quelle prugne, perché il loro spirito fu subito risollevato e il ritmo della marcia aumentò considerevolmente.

Fu così che 望梅止渴 wàng méi zhǐ kě, letteralmente placare la sete pensando alle prugne, descrive il consolarsi con qualcosa che non può realizzarsi.



凿壁偷光


凿壁偷光
záo bì tōu guāng

studiare a fondo e con perseveranza
nonostante le avversità della propria umile condizione sociale.

凿壁偷光


Al tempo della dinastia Han, viveva un ragazzo di nome 匡衡 Kuang Hengun giovane sveglio e intelligente che desiderava tanto studiare.

Purtroppo però la famiglia di 匡衡 Kuāng héng era una povera famiglia di contadini che non poteva permettere al figlio di andare a scuola, ne poteva permettersi di comprare i libri necessari alla sua istruzione. 

A quel tempo infatti, i libri erano merce rara e molto costosa, non tutti potevano permetterseli e di certo non 匡衡 Kuāng héng che non riusciva nemmeno a averli in prestito, poiché nessuno era disposto a prestare dei beni tanto preziosi.


Questa difficile condizione non scoraggiò 匡衡 Kuāng héng, il quale più che determinato a continuare i propri studi, cominciò a lavorare per ricchi signori a cui chiedeva come stipendio solo la possibilità di prendere in prestito qualche libro.

Il lavoro nei campi era molto duro e gli concedeva ben poco tempo per studiare. Sebbene cercasse di approfittare di ogni momento libero 匡衡 Kuāng héng era piuttosto insoddisfatto perché leggere un solo volume spesso gli richiedeva oltre un mese di tempo.

Il ragazzo aveva pensato da tempo di leggere la sera dopo il lavoro, tuttavia, era così povero che non poteva nemmeno permettersi di comprare l'olio per la lanterna e non c'era modo di leggere alcunché al buio.


Una notte mentre se ne stava sdraiato sul letto a ripetere il libro che aveva imparato durante il giorno, si accorse di una luce brillante provenire da una piccola fessura nel muro accanto a lui. Sorpreso e attirato da quella sottile linea di luce, si alzò per cercare la sorgente di quel flebile chiarore.

La luce proveniva dalla stanza accanto. 

Come le tenebre nella sua stanza da letto erano state rischiarate da quel raggio di luce, così un'idea si accese nella mente di 匡衡 Kuang Heng, il quale preso un piccolo coltello da lavoro e cominciò a allargare la fessura. Ampliò il foro quel tanto che bastava per leggere il suo libro.


Si dice che fu grazie a questo piccolo espediente che 匡衡 Kuang Heng, studiando assiduamente, seppure in simili povere ed ardue condizioni, divenne non solo uno stimato ministro dell'impero, ma anche un famoso poeta.


凿壁偷光 záo bì tōu guāng che tradotto 
letteralmente significa: "perforare il muro per rubare la luce", descrive la situazione di uno studente che sebbene in povertà, studia a fondo e con perseveranza.


成语故事 ChengyugushiItaliano - storie e poesie sugli idiomi cinesi chengyu in italiano

成语故事 
ChengyugushiItaliano
storie e poesie sugli idiomi cinesi chengyu in italiano

Le antiche storie cinesi: un ponte tra cultura, saggezza e curiosità


Ci sono storie che, nella loro semplicità, riescono a insegnare lezioni profonde e durature, spesso più di mesi di studio intenso. Queste storie popolano la tradizione cinese, una cultura tanto diversa dalla nostra, eppure sorprendentemente affine nei valori più profondi. I protagonisti di questi racconti sono spesso personaggi curiosi: a volte buffi, a volte realmente esistiti, altre volte surreali o apparentemente lontani dalla nostra logica quotidiana.

Gli idiomi cinesi chengyu 成语 nascono proprio da queste storie millenarie, le 成语故事 (chéngyǔ gùshì). Gli idiomi cinesi sono espressioni brevi e dense di significato, spesso difficili da spiegare senza conoscere il contesto storico, il racconto o la poesia da cui derivano. E qual è il modo migliore per comprenderli se non ascoltare le storie o le poesie da cui sono nati?


Questi racconti, simili per semplicità alle fiabe che ci leggevano da bambini, nascondono messaggi universali. Con la loro profondità, riescono a stimolare riflessioni, accendere la curiosità e avvicinarci a una cultura affascinante e ricca di saggezza.

Benvenuti su 成语故事 Italiano

Con immensa gioia, inauguro oggi il primo blog italiano interamente dedicato alle storie cinesi che hanno dato vita agli idiomi chengyu. Mi chiamo 金狄 (Jīn Dí), sono un ragazzo italiano appassionato di lingua e cultura cinese, e sarà per me un grande onore accompagnarvi nella scoperta di questo mondo straordinario.

Ogni storia sarà un viaggio tra parole, immagini e significati, per avvicinarci a una delle tradizioni più affascinanti del mondo. Vi invito a esplorare insieme a me questo ponte culturale che unisce Oriente e Occidente, passato e presente.

Scopri la saggezza nascosta nei 成语 e lasciati ispirare da racconti che, pur antichi, hanno ancora molto da insegnare.

Grazie di cuore per il vostro tempo e il vostro interesse. Continuate a seguirmi per altre storie affascinanti!

Buona lettura e buona serata,

金狄
Federico Zinelli
Autore e curatore di chengyugushiitaliano

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